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Crollo viadotto Genova, Interporto Padova chiede i danni

La motivazione: bloccati i binari, soppressi 64 treni merci. Lettera al ministro: «Ripristino urgente, rischiamo di perdere il 15% del traffico»

PADOVA. «Pronti a chiede il risarcimento dei danni per il mancato sgombero della linea ferroviaria che unisce il porto di Genova al resto del Paese, ad oggi ancora coperto dalle macerie del ponte Morandi». Così il presidente di Interporto Sergio Gelain in merito a una situazione giudicata «estremamente preoccupante»: la soppressione, a oggi, a Padova di ben 64 treni merci da e per i terminal di Genova in poco meno di un mese.

Un blocco che per Interporto rischia di rappresentante in prospett ...

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PADOVA. «Pronti a chiede il risarcimento dei danni per il mancato sgombero della linea ferroviaria che unisce il porto di Genova al resto del Paese, ad oggi ancora coperto dalle macerie del ponte Morandi». Così il presidente di Interporto Sergio Gelain in merito a una situazione giudicata «estremamente preoccupante»: la soppressione, a oggi, a Padova di ben 64 treni merci da e per i terminal di Genova in poco meno di un mese.

Un blocco che per Interporto rischia di rappresentante in prospettiva una perdita di traffico intorno al 15% per il settore intermodale. E in effetti dei 108 treni che ogni settimana partono o arrivano ai terminal padovani, 16 alla settimana sono quelli soppressi per via della tragedia che ha colpito il capoluogo ligure.

«Prima che sia troppo tardi dobbiamo poter vedere quella linea ferroviaria in attività» dice Gelain. «In queste ore abbiamo scritto una lettera al ministro Toninelli perché le autorità competenti si attivino al più presto per restituire all’economia italiana la piena efficienza della sua rete ferroviaria. A tutela delle nostre imprese clienti e del territorio che conta sui nostri servizi seguiremo con la massima attenzione le indagini che individueranno le responsabilità della tragedia e delle sue conseguenze e siamo pronti a tutte le azioni legali necessarie per richiedere il risarcimento dei danni da noi sofferti».

Nel frattempo ogni treno soppresso apre la strada a 30 o 40 camion; per il solo mese di agosto, si parla di un numero di Tir aggiuntivi sulle strade padovane che va dai 2000 ai 2500. «Quella che è una tragedia nazionale rischia di avere strascichi pensanti non solo dal punto di vista economico ma pure ambientale» ricorda il presidente di Interporto. «Decine di camion per ogni treno soppresso, e penso solo a quelli diretti a Padova, rappresentano una crescita esponenziale delle immissioni inquinanti in un area, quella delle pianura Padana già tra le più inquinate. Auspichiamo che la nostra lettera possa sollecitare un intervento tempestivo capace di evitare ulteriori danni». —

Riccardo Sandre .