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Luca tradito dalla sua passione per la moto

La famiglia e gli amici piangono il giovane di Piove, morto sulla Vivai sabato sera. Stava rientrando da un giro in montagna





Avrebbe compiuto venticinque anni a inizio dicembre. Una vita ancora tutta da assaporare ma già piena. Tutto svanito in un attimo, lì, su un maledetto tratto d’asfalto che, come tanti altri, improvvisamente richiede un tributo di sangue.



Luca Mattietto è mancato sabato sera, intorno alle 19.30 a Saonara, lungo la Strada dei Vivai. In moto, con altri due amici, stava tornando verso casa dopo un pomeriggio trascorso sulle alture di Asiago. Una toccata e fuga per uno degli ultimi giri estivi. G ...

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Avrebbe compiuto venticinque anni a inizio dicembre. Una vita ancora tutta da assaporare ma già piena. Tutto svanito in un attimo, lì, su un maledetto tratto d’asfalto che, come tanti altri, improvvisamente richiede un tributo di sangue.



Luca Mattietto è mancato sabato sera, intorno alle 19.30 a Saonara, lungo la Strada dei Vivai. In moto, con altri due amici, stava tornando verso casa dopo un pomeriggio trascorso sulle alture di Asiago. Una toccata e fuga per uno degli ultimi giri estivi. Guidava una Kawasaki 750 che, per cause ancora in corso di accertamento, si è toccata con la Yamaha di un amico ed è finita, insieme a lui, contro il guardrail. I sanitari hanno inutilmente cercato di rianimarlo per oltre mezz’ora prima di constatarne il decesso.



Tanti sono gli interrogativi per un destino apparso ancora una volta troppo crudele. I tre centauri avevano appena lasciato l’autostrada e, superata la rotonda di Villatora, intrapreso il rettilineo a due corsie che li avrebbe portati verso Piove. Quando nella tarda serata di sabato mamma Patrizia e papà Mariano sono stati informati che il loro Luca non c’era più, nella casa di via Mattei, nella frazione di Tognana, è calato il gelo. Un dolore indicibile che ieri amici e parenti hanno cercato di lenire stringendosi ai genitori.



Luca aveva iniziato a lavorare presto. Dopo avere frequentato per qualche anno l’Itis “Cardano” aveva deciso di abbandonare gli studi e, con passione e dedizione, di affiancare il padre, elettricista di lungo corso e molto conosciuto. Dopo la gavetta Luca aveva iniziato a portare il proprio contributo, soprattutto in termini di innovazioni, alla Cie impianti, ditta di famiglia specializzata in impianti elettrici e sistemi d’allarme.



«Ieri mattina» racconta visibilmente emozionato il fratello maggiore Jacopo, che da qualche anno vive nel Veneziano, «saremo dovuti andare a pescare in mare con il nonno. A mio fratello piaceva molto ed era lui che aveva ereditato questa grande passione. Luca aveva un carattere particolare» aggiunge, «allo stesso tempo timido ed estroverso. Era riservato ed estremamente gentile. Ha sempre cercato la sua indipendenza».



«Era un ragazzo fantastico» lo ricorda, ancora incredulo e sconvolto Nicolò, l’amico di sempre, «disponibile e con la testa sulle spalle». Sono cresciuti insieme Nicolò e Luca. Sin da bambini hanno condiviso la passione per i motori: dai motorini sgangherati da montare e smontare al sogno realizzato per entrambi di salire in sella a una vera moto. Nicolò si è precipitato sul luogo dell’incidente. «Ci sono tornato anche ieri mattina. Ho trovato un brandello del fazzoletto che Luca aveva acquistato a Maiorca un mese fa, mentre eravamo in una fantastica vacanza».

I due giravano spesso in moto insieme ma sabato Nicolò aveva dovuto rinunciare perché impegnato con il lavoro. «Luca non era un novellino in moto, era attento. Qualche mese fa era capitato a me di cadere, ma non mi ero fatto niente. Lui è stato sfortunato: ho perso un amico unico». —