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In archivio l’indagine sulla contabile sparita e poi ritrovata a Roma

Nessuna inchiesta per procurato allarme, neanche il buco  nei conti dell’azienda dove lavora sarebbe imputabile a lei  





Tutto finirà in archivio e senza alcuna conseguenza penale per la protagonista del “giallo”, Anna Fasol, la 59enne impiegata negli allevamenti Barcarola di Tombolo, residente nella frazione di Ca’ Onorai, scomparsa nel piazzale della stazione di Cittadella il 30 luglio. E poi riapparsa a Roma nella stazione Termini il 12 agosto. Ma dimenticare, sarà difficile. Il pm Giorgio Falcone chiederà l’archiviazione del procedimento aperto per l’ipotesi di sequestro di persona.



Nel registro degli inda ...

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Tutto finirà in archivio e senza alcuna conseguenza penale per la protagonista del “giallo”, Anna Fasol, la 59enne impiegata negli allevamenti Barcarola di Tombolo, residente nella frazione di Ca’ Onorai, scomparsa nel piazzale della stazione di Cittadella il 30 luglio. E poi riapparsa a Roma nella stazione Termini il 12 agosto. Ma dimenticare, sarà difficile. Il pm Giorgio Falcone chiederà l’archiviazione del procedimento aperto per l’ipotesi di sequestro di persona.



Nel registro degli indagati erano finiti il marito Enzo Simonetto e la figlia Marialaura ma solo per esigenze tecniche: era stata eseguita una perquisizione nell’abitazione di famiglia per sgombrare il campo da qualsiasi dubbio. Per farlo, il provvedimento doveva avere una giustificazione sul piano del diritto. Del resto era emerso un ammanco nella contabilità dell’azienda in cui la donna lavora. E il pomeriggio della sua sparizione coincideva con la data di un appuntamento in banca per capire alcuni movimenti nei bilanci aziendali. Anzi, un “buco” che non è imputabile all’impiegata: si tratterebbe di una questione interna aziendale.



Quasi subito si è imboccata la pista dell’allontanamento volontario. Anna Fasol era a Roma, in un centro di accoglienza della Croce Rossa, in via Ramazzini, quartiere Portuense. Dopo 14 giorni di ricerche, l’hanno trovata i carabinieri di Cittadella: «Sono venuta a Roma per un momento di riflessione personale» aveva ammesso, ignara dell’allarme che la sua sparizione aveva provocato. Ecco perché non sarà avviata a suo carico nessuna inchiesta per procurato allarme. Anna era stata rintracciata in quanto aveva comprato una scheda sim in un negozio di telefonia a Termini con la sua carta d’identità. Poi l’analisi delle telecamere della stazione romana avevano svelato la sua presenza. —