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Raccolta di firme contro la bretella in via De Gasperi

L’iniziativa del comitato No  Traffico, formato da residenti del Parco del Santo: «Non si può trasformare una strada di quartiere in tangenziale»

CAMPODARSEGO

Il Parco del Santo sul piede di guerra per la prossima apertura di via De Gasperi, la bretella di collegamento tra via Antoniana e via Pioga. Il Comitato promotore No Traffico ha avviato una raccolta di firme per chiedere misure per contenere il futuro flusso di traffico sulla bretella e per assicurare ai residenti uno sbocco alle zone limitrofe in sicurezza.

Con il progettato prolungamento di via De Gasperi e uscita su via Pioga, afferma il Comitato, si creerà un rettilineo di un ...

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CAMPODARSEGO

Il Parco del Santo sul piede di guerra per la prossima apertura di via De Gasperi, la bretella di collegamento tra via Antoniana e via Pioga. Il Comitato promotore No Traffico ha avviato una raccolta di firme per chiedere misure per contenere il futuro flusso di traffico sulla bretella e per assicurare ai residenti uno sbocco alle zone limitrofe in sicurezza.

Con il progettato prolungamento di via De Gasperi e uscita su via Pioga, afferma il Comitato, si creerà un rettilineo di un chilometro dove le case sono a filo e i parcheggi perpendicolari, stravolgendo quartieri nati senza traffico di attraversamento non residenziale.

C’è anche il timore che nelle sere dei weekend il rettilineo si trasformi in una pista per auto e scooter. «Non saremmo contrari se l’apertura nei due sensi di via De Gasperi fosse utilizzata per il transito dei residenti», afferma il Comitato, «temiamo invece che l’obiettivo sia di dirottare nel cuore del quartiere tutto il traffico che attualmente gravita su via Caltana, resa di recente a senso unico nel primo tratto dove, guarda caso, abita un amministratore. Con la differenza che la Caltana è una strada provinciale e importante e storica arteria per il traffico veicolare di Campodarsego, mentre via De Gasperi venne progettata come strada secondaria a servizio del Parco del Santo e del complesso di Villa Carli».

Oltre alle proteste, le proposte: il Comitato chiede di potenziare il sistema di dissuasori di velocità, di istituire il limite dei 30 orari e realizzare isole ambientali adatte a tutelare bambini e anziani. Sul lato di via Pioga di restringere la carreggiata con blocchi o alberi per evitare l’accesso e l’attraversamento di camion. Di collocare due autovelox su entrambi i sensi di marcia e, da ultimo, limitare il transito ai residenti.

Richiesto infine entro fine settembre, «un incontro pubblico in cui vengano presentati i progetti relativi alle modifiche urbanistiche e di viabilità della zona». —

Giusy Andreoli