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Nuove viti resistenti ai funghi patogeni e alle cimici asiatiche

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Tra funghi patogeni e cimici asiatiche, l’agricoltura di Colli Euganei e Bassa padovana sta affrontando un’estate davvero difficile. C’è però un’esperienza positiva, quella del vitigno dell’azienda Parco del Venda di Vo’, che sta coltivando il primo vitigno resistente alle malattie, una vite di nuova generazione che non richiede particolari trattamenti e permette una maggiore sostenibilità ambientale della viticoltura. Questa speciale varietà è stata selezionata dall’Università di Udine: ...

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Tra funghi patogeni e cimici asiatiche, l’agricoltura di Colli Euganei e Bassa padovana sta affrontando un’estate davvero difficile. C’è però un’esperienza positiva, quella del vitigno dell’azienda Parco del Venda di Vo’, che sta coltivando il primo vitigno resistente alle malattie, una vite di nuova generazione che non richiede particolari trattamenti e permette una maggiore sostenibilità ambientale della viticoltura. Questa speciale varietà è stata selezionata dall’Università di Udine: tre anni fa l’azienda Parco del Venda ne ha messo a dimora circa 4 mila viti. In questi giorni il titolare Michele Toniolo ha raccolto l’uva merlot e cabernet maturata in anticipo rispetto agli altri rossi.

«La tutela della salute e dell’ambiente sono sempre più sentiti, per questo è cresciuto il nostro interesse per le viti di nuova generazione» spiega il viticoltore, «il progetto si è concretizzato tre anni fa, quando abbiamo scelto di coltivare e vinificare le uve a bacca rossa di vitigni resistenti Merlot Khorus e Cabernet Volos. Si tratta di viti in grado di resistere alle malattie fungine più comuni come l’oidio e la peronospora. Presentano inoltre una quota preponderante di genoma di “vitis vinifera” e una quota del tutto minoritaria, non più del 5-10%, appartenente ad altre “vitis” portatrici di geni di resistenza».

A sostenere l’attività di Parco del Venda c’è anche Coldiretti, come conferma il suo presidente padovano Massimo Bressan: «La ricerca in questo campo ha fatto numerosi passi in avanti, selezionando varietà in grado di contrastare le principali malattie della vite riducendo quasi del tutto il ricorso ai trattamenti in vigneto. Un plauso va al Parco del Venda per aver scelto senza indugio e con convinzione di aprire una nuova strada nella nostra provincia. Di viticoltura sostenibile parliamo da tempo: stiamo gettando le basi per la viticoltura del futuro».

L’investimento strategico dell’azienda di Vo’, tra le prime in Veneto e in Italia a vinificare un vino rosso proveniente da viti resistenti, raccoglierà i frutti l’anno prossimo, con le prime bottiglie. L’intento dell’azienda è di sostituire i vigneti più vecchi con le varietà resistenti, per dare risposte a una clientela sempre più attenta ed esigente. —

Nicola Cesaro