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Frutta martoriata dalle cimici Coldiretti: «Misure urgenti»

Bressan: «Serve un intervento nell’immediato, ma anche per la nuova stagione» E per gli allevamenti danneggiati dall’aviaria sono in arrivo dei finanziamenti

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Il settembre del primo settore si apre nel segno del dolce-amaro nella Bassa padovana: l’infestazione da cimice da una parte e lo sblocco di importanti fondi contro l’aviaria dall’altra sono gli argomenti con cui agricoltori e allevatori sono alle prese in queste settimane. A tessere le fila del dibattito su queste delicate questioni è Coldiretti, che rappresenta gran parte delle imprese agricole locali.



Massimo Bressan, presidente padovano dell’associazione, denuncia per l’ennesima volt ...

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Il settembre del primo settore si apre nel segno del dolce-amaro nella Bassa padovana: l’infestazione da cimice da una parte e lo sblocco di importanti fondi contro l’aviaria dall’altra sono gli argomenti con cui agricoltori e allevatori sono alle prese in queste settimane. A tessere le fila del dibattito su queste delicate questioni è Coldiretti, che rappresenta gran parte delle imprese agricole locali.



Massimo Bressan, presidente padovano dell’associazione, denuncia per l’ennesima volta l’aggravarsi dell’invasione della cimice asiatica nei frutteti della Bassa: «Negli ultimi giorni abbiamo notato una recrudescenza del fenomeno e finora le soluzioni adottate non si sono rivelate sufficienti a contenere i danni. Per questo motivo lanciamo un nuovo appello all’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan che abbiamo incontrato proprio a Castelbaldo, lo scorso 11 luglio, per illustrare nel dettaglio come la cimice stia minacciando mele, pere, pesche, albicocche, kiwi e molte altre coltivazioni sul territorio. Tramite Coldiretti Veneto in questi giorni abbiamo chiesto alla Regione un incontro tecnico urgente per sviluppare tutte le azioni possibili che permettano di contenere l’invasione delle cimici e i danni alla nostra agricoltura».



«Dobbiamo pensare all’immediato ma anche programmare un intervento efficace per la prossima campagna agraria» sottolinea Bressan, «altrimenti andrà sempre peggio». La cimice è un insetto “alieno” importato dall’Asia e qui, in assenza di nemici naturali e di efficaci azioni di contrasto, si è diffuso rapidamente, anche grazie a condizioni climatiche favorevoli. Fondamentale, sostiene Coldiretti, è la ricerca – fronte su cui sta lavorando l’Università di Padova – che però va finanziata e sostenuta di più.



La buona notizia arriva dal mondo avicolo: Unione Europea e Governo hanno stanziato 22 milioni di euro a favore delle aziende che hanno subìto danni indiretti per colpa dell’influenza aviaria. Si tratta di eccezionali misure di sostegno nei settori delle uova e delle carni di pollame, colpiti nel 2016-2017 dall’influenza aviaria. Commenta Bressan: «L’anno scorso anche nella nostra provincia, in particolare nella Bassa padovana, si sono verificati alcuni casi di influenza aviaria che hanno messo in notevole difficoltà gli allevamenti. I fondi permetteranno di coprire anche i danni da depopolamento e da mancato accasamento degli avicoli». In provincia di Padova gli allevamenti avicoli sono circa 650, concentrati perlopiù nella Bassa padovana. Gli allevamenti più diffusi sono quelli dei polli da carne e delle galline da uova, con oltre 4 milioni di capi. Seguono i tacchini con circa mezzo milione di capi in poco meno di 80 allevamenti e le faraone con 360 mila capi. Il fatturato supera i 125 milioni di euro, con una produzione di quasi 91 mila tonnellate, che fa della provincia di Padova la seconda in regione dopo Verona. Il Veneto è la prima regione in Italia per il comparto avicolo e Padova gioca un ruolo di spicco. —