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Erba e burocrazia cancellano la ciclabile da centomila euro

Doveva unire Veggiano a Montegalda e il Vicentino a Codevigo e poi al mare A lavori iniziati, il Genio ha chiesto una modifica. E il cantiere si è fermato

VEGGIANO

Dove c’era una strada, adesso c’è una striscia d’asfalto così stretta che ci passano solo le ruote di una bici. Il resto se l’è ripreso l’erba. Un po’ per volta, soprattutto durante quest’ultima estate di pioggia e sole, la pista ciclabile che doveva unire due province e collegarle a Codevigo e poi al mare, è scomparsa. Centomila euro sprecati, del tutto o parzialmente ancora non si sa. Di sicuro c’è che i lavori dovevano durare sessanta giorni e concludersi nel peggiore dei casi a ...

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VEGGIANO

Dove c’era una strada, adesso c’è una striscia d’asfalto così stretta che ci passano solo le ruote di una bici. Il resto se l’è ripreso l’erba. Un po’ per volta, soprattutto durante quest’ultima estate di pioggia e sole, la pista ciclabile che doveva unire due province e collegarle a Codevigo e poi al mare, è scomparsa. Centomila euro sprecati, del tutto o parzialmente ancora non si sa. Di sicuro c’è che i lavori dovevano durare sessanta giorni e concludersi nel peggiore dei casi a inizio 2017. Invece oggi si rischia di ripartire da zero. E che su due chilometri previsti mancano ancora 50 metri, Una beffa.



Doveva essere l’anello mancante della ciclabile Vicenza-Padova, il percorso progettato per unire Veggiano a Montegalda passando sulla riva sinistra del Bacchiglione. Ci credevano i due Comuni, che hanno stanziato 40 mila euro ciascuno, e anche la Provincia di Padova che ha aggiunto i restanti 20 mila euro. Aggiudicato l’appalto alla Tes Spa di Velago, il cantiere si apre a gennaio del 2017.



A marzo quasi tutto l’argine è asfaltato, e già questo fa storcere il naso a molti. Era proprio necessario il catrame? Non c’era una soluzione più sostenibile? Con queste domande ancora in sospeso, arriva il Genio civile a ordinare una modifica del progetto: servono due metri di argine in più per far passare i mezzi di soccorso. I lavori si fermano e il sindaco di Veggiano, che allora era Anna Lazzarin, sbotta: «È una vergogna, la colpa è del direttore dei lavori e dei tagli al personale delle Province». Dall’altra parte della pista, il sindaco di Montegalda non si sorprende: «Abbiamo denunciato noi per primi anomalie nei lavori e danni, soprattutto all’idrovora». Intanto in Provincia a Padova si valuta un allargamento di tre metri dell’argine, sempre nell’ottica di favorire il passaggio di mezzi di soccorso in caso di alluvione». Ma a Veggiano, dove il ricordo degli allagamenti è ancora vivo, l’idea di toccare l’argine non piace.



Non sapendo chi deve fare cosa e come sbloccare la situazione - anche a fronte di una spesa imprevista - l’impresa appaltatrice si ferma. Gli enti coinvolti cominciano a scriversi e la burocrazia divora la pista, esattamente come l’erba si mangia l’asfalto da un lato e dall’altro. La pista resta percorribile, ma solo per un pezzo, perché ad un certo punto è sbarrata. A Veggiano intanto si va a elezioni, con il vicesindaco Marzari che si candida, vince e prende il testimone da Anna Lazzarin.



Marzari conosce il caso, riprende la corrispondenza con gli altri enti e nel tempo libero va a pedalare sull’argine. «Ho fatto la pista l’ultima volta a inizio estate», racconta oggi, «e l’erba era già alta. Ma questo succede perché i confinanti non la tagliano». Però i lavori sono sempre fermi. «Abbiamo protestato tanto e a lungo», dice il sindaco, «e alla fine siamo riusciti a ottenere un tavolo di confronto». Venerdì a Montegalda si incontreranno i Comuni, le Province, la direzione lavori e forse anche il Genio. Sarà l’occasione per riprendere in mano l’appalto e capire come si può ricominciare. Dopo aver tagliato l’erba. —