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Cementeria senza vincoli l’ira degli ambientalisti

MONSELICECome ci si aspettava, i comitati hanno accolto polemicamente la notizia della revoca delle tre ordinanze emanate dal sindaco Francesco Lunghi nei confronti della Cementeria di Monselice in...

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Come ci si aspettava, i comitati hanno accolto polemicamente la notizia della revoca delle tre ordinanze emanate dal sindaco Francesco Lunghi nei confronti della Cementeria di Monselice in seguito allo scoppio del “caso diossina”.

Il primo cittadino aveva annunciato l’intenzione di ritirarle già alla fine dello scorso luglio, dopo la presentazione degli esiti degli ultimi monitoraggi svolti dall’Arpav in zona monte Ricco: esiti ritenuti nel complesso tranquillizzanti.

I provvediment ...

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Come ci si aspettava, i comitati hanno accolto polemicamente la notizia della revoca delle tre ordinanze emanate dal sindaco Francesco Lunghi nei confronti della Cementeria di Monselice in seguito allo scoppio del “caso diossina”.

Il primo cittadino aveva annunciato l’intenzione di ritirarle già alla fine dello scorso luglio, dopo la presentazione degli esiti degli ultimi monitoraggi svolti dall’Arpav in zona monte Ricco: esiti ritenuti nel complesso tranquillizzanti.

I provvedimenti, volti a bloccare a scopo cautelativo l’uso del “prodotto a base di marna” e simili nel processo produttivo dell’impianto di via Solana, erano stati firmati rispettivamente il 23 aprile, il 24 aprile e il 23 maggio.

Francesco Miazzi, portavoce del movimento Cambiamo Aria, contesta duramente la decisione del sindaco Lunghi: «Le indagini sull’inquinamento ambientale sono tuttora in corso e la Provincia non ha ancora detto espressamente se questi prodotti utilizzati in cementeria sono autorizzati. Il principio di precauzione è stato messo in secondo piano e ancora una volta la salute dei cittadini è stata posta un gradino più sotto del profitto dei cementieri».

Secondo il noto esponente ambientalista «tavoli, commissioni, documenti e impegni verbali non potranno nascondere la realtà di un pesante inquinamento quotidiano al quale si continua a sottoporre la popolazione».

Miazzi insiste: «Continuare ad assecondare i cementieri porta a sacrificare le altre attività del territorio, dal turismo alle produzioni agricole. In concreto, queste sono scelte miopi e molto pericolose». –

Davide Permunian