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Recuperata l’area dell’ex depuratore ora ci possono giocare i bambini

Tutto esaurito al nuovo parco pubblico San Francesco La sindaca: «Abbiamo dimostrato che le zone degradate possono risorgere»

CAMPOSAMPIERO

Un'area degradata dove, da anni, il depuratore comunale giaceva dismesso e da dove anche l'ecocentro era stato trasferito, diventa un parco pubblico aperto a tutti. I l parco "San Francesco" ha già fatto il pieno di prenotazioni. Per poter infatti organizzare feste o compleanni l'area è già full; sempre aperta, invece, per gli accessi liberi. «Abbiamo dimostrato che - spiega la sindaca Katia Maccarrone - si possono recuperare aree abbandonate a servizio della comunità. Camposamp ...

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CAMPOSAMPIERO

Un'area degradata dove, da anni, il depuratore comunale giaceva dismesso e da dove anche l'ecocentro era stato trasferito, diventa un parco pubblico aperto a tutti. I l parco "San Francesco" ha già fatto il pieno di prenotazioni. Per poter infatti organizzare feste o compleanni l'area è già full; sempre aperta, invece, per gli accessi liberi. «Abbiamo dimostrato che - spiega la sindaca Katia Maccarrone - si possono recuperare aree abbandonate a servizio della comunità. Camposampiero ha così un nuovo parco pubblico».

Realizzato grazie ad un finanziamento della Regione pari a 243.000 euro (su 303.000 euro, la differenza coperta dal Comune) e con i lavori eseguiti dalla Federazione dei Comuni del Camposampierese, il parco è gestito in convenzione con il Comune, dal comitato "Muson Vecio", i cui volontari si sono adoperati per mesi per il recupero dell'area oggi a loro affidata.

MUSON VECCHIO

Dove c'erano rifiuti di vario genere e vasche di depurazione, ora possono correre i bambini, su un progetto curato dall'architetto Leonardo Pravato: «Quest'area sarà a servizio anche delle vie ciclo-pedonali del Muson vecchio e del Cammino di Sant'Antonio» precisa la sindaca Maccarrone. E fra qualche tempo vi potranno giocare i bambini con disabilità all'interno del parco inclusivo che verrà realizzato in un primo stralcio, con il contributo di 50.000 euro dalla Fondazione Cariparo e di 28.000 euro dal Comune, ed in un secondo stralcio, con i fondi raccolti dall'associazione "Giochiamo con Sofia" che, da un'idea di Silvia e Giuseppe Zella, ha promosso questo progetto in memoria della piccola Sofia, morta a tre anni per una malattia genetica neurodegenerativa. —

Francesco Zuanon