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Dal germano al gheppio, oasi naturalistiche nella Bassa padovana

La Provincia rinnova la gestione delle due aree di 15 ettari a Megliadino San Vitale e Barbona , isole di biodiversità. Un ambiente ideale per lo svernamento e la sosta durante la migrazione

MEGLIADINO SAN VITALE. Interventi di manutenzione conservativa e miglioramento ambientale per incrementare il patrimonio faunistico e la biodiversità. A realizzarli in collaborazione con l’Ambito territoriale di caccia PD2 sarà la Provincia, che in questi giorni ha rinnovato la gestione di due terreni nella Bassa Padovana. Si tratta rispettivamente di un’area di 10,5 ettari di proprietà del Comune di Megliadino San Vitale e di 4,7 ettari di proprietà del Comune di Barbona. «Gli spazi in ques ...

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MEGLIADINO SAN VITALE. Interventi di manutenzione conservativa e miglioramento ambientale per incrementare il patrimonio faunistico e la biodiversità. A realizzarli in collaborazione con l’Ambito territoriale di caccia PD2 sarà la Provincia, che in questi giorni ha rinnovato la gestione di due terreni nella Bassa Padovana. Si tratta rispettivamente di un’area di 10,5 ettari di proprietà del Comune di Megliadino San Vitale e di 4,7 ettari di proprietà del Comune di Barbona. «Gli spazi in questione, grazie alla varietà di ambienti realizzati come boschetti, prati e stagni, vengono frequentati da numerose specie animali e rappresentano vere e proprie isole di biodiversità rispetto al contesto circostante, costituito da agricoltura intensiva» spiega il presidente Enoch Soranzo.



Oasi dal 2001. A Megliadino, nel 2001, la Provincia di Padova aveva assunto la gestione di dieci ettari di terreno per realizzare un habitat favorevole alla fauna selvatica tipica degli ambienti agrari. Con la collaborazione dell’Ambito territoriale di caccia sono stati messi a dimora boschetti, prati cespugliati e per migliorare la biodiversità è stata realizzata anche una piccola zona umida. Le piante arboree, come il pioppo bianco e nero, il tiglio, il carpino bianco, il frassino e la farnia, sono particolarmente adatte al contesto. Fra gli arbusti sono state inserite specie produttrici di bacche appetibili dagli uccelli come il biancospino, lo spincervino, il sanguinello e la rosa selvatica. Nel 2017 l’area ha subito un intervento di manutenzione straordinaria. Nel frattempo i boschetti si sono sviluppati con alberi ad alto fusto. Diverse sono le specie di uccelli che frequentano la zona in periodo di nidificazione: tra queste l’airone cenerino, il germano reale, la poiana, lo sparviere, il falco lodolaio, il gheppio, il fagiano, la quaglia, la gallinella d’acqua, la tortora selvatica e il cuculo.



Area a Barbona. A Barbona, nel 2003, era invece stata presa in gestione una superficie complessiva di 4,7 ettari. Ora il Comune ha confermato la volontà di affidarla alla Provincia. Nel bosco sono state messe a dimora specie arboree ed arbustive autoctone quali il frassino, il carpino bianco, il pioppo bianco, il pioppo nero, il tiglio, il melo e il ciliegio selvatico, il biancospino, la rosa selvatica, il prugnolo e il ligustrello. Nella parte più lontana dagli insediamenti abitativi è stato realizzato uno stagno con diametro di circa 70 metri. L’acqua deriva sia dalla falda, sia da scoli di seconda raccolta.

Migrazione e svernamento. «Il rinnovo di questa convenzione, a fronte di una spesa modesta, assicura il controllo e la gestione dei terreni», sottolinea il consigliere provinciale delegato alla Caccia e Pesca, Vincenzo Gottardo. «L’area di Megliadino è frequentata assiduamente dai soci dell’Ambito territoriale di caccia PD2 per la caccia alla fauna migratoria, in particolare turdidi e beccacce che qui trovano, assieme ad altre specie, un ambiente ideale per la sosta durante la migrazione e lo svernamento. L’area di Barbona, pur essendo interdetta all’attività venatoria, è un importante serbatoio di diffusione di fauna stanziale cacciabile - lepri e fagiani - e fauna migratoria». —