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«Corri Nicolò, corri con gli angeli in cielo»

In mille si sono stretti attorno alla piccola bara bianca del bimbo di due anni soffocato in vacanza da un chicco d’uva

GAZZO

«Corri Nicolò, corri con gli angeli». Sono state le parole di saluto di mamma Stefania, sorretta dal marito Marco, al suo piccolo di due anni e mezzo, strappato alla vita da un chicco d’uva, che gli ha tolto per sempre il respiro mentre stava in vacanza a Taranto. Con le lacrime agli occhi, la voce spezzata e in mano il pupazzetto che aiutava il suo bimbo ad addormentarsi, ha trovato la forza di aprire il rito funebre con un ricordo commovente della breve ma intensa esistenza del suo te ...

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GAZZO

«Corri Nicolò, corri con gli angeli». Sono state le parole di saluto di mamma Stefania, sorretta dal marito Marco, al suo piccolo di due anni e mezzo, strappato alla vita da un chicco d’uva, che gli ha tolto per sempre il respiro mentre stava in vacanza a Taranto. Con le lacrime agli occhi, la voce spezzata e in mano il pupazzetto che aiutava il suo bimbo ad addormentarsi, ha trovato la forza di aprire il rito funebre con un ricordo commovente della breve ma intensa esistenza del suo terzogenito. Una corsa troppo corta, iniziata quando si è fatto sentire a sorpresa nel pancione di mamma con il suo primo calcio, continuata poi con la nascita, il 24 maggio di due anni fa, i sorrisi, gli occhioni dolci e innamorati, i primi passi veloci ed il dramma finale. «Non so se basterà l’amore di mamma e papà per colmare il grande vuoto», ha confessato piangendo e ringraziando chi è stato e starà loro vicino. «Ma ci daremo forza per accompagnare nella crescita i tuoi fratelli. Quando ti cambiavo il pannolino, ti dicevo sempre “corri, Nicolò, corri” e tu partivi felice. Ora corri, corri Nicolò con gli angeli in cielo».

UN LUNGO APPLAUSO

Un lungo applauso di sostegno ha chiuso il commiato della mamma in una chiesa stracolma di gente. Almeno un migliaio di persone, all’interno e all’esterno della chiesa, era presente per le esequie celebrate da cinque sacerdoti. Toccanti le parole di don Leopoldo che si è seduto sugli scalini vicino all’altare, accanto alla piccola bara, avvolta da una nuvola di fiori bianchi. «Hai visto Nicolò quante persone sono venute a salutarti?» ha esordito, rivolgendosi direttamente al piccolo angelo.

IL GIOCO DEI COLORI

«Cosa dici», ha aggiunto il sacerdote, «giochiamo un po’ con i colori? Quando ti ho accolto in chiesa l’altro giorno mi ha colpito la tua piccola bara bianca. Quel bianco simbolo di purezza e luce. Poi ho notato il rosso della ceralacca, colore del coraggio e della forza, colore dello Spirito Santo. E poi il blu delle parole scritte in tuo ricordo. Quel blu che a volte, se troppo scuro, mette paura. Proviamo a metterli assieme, il blu ed il rosso, e ne esce il viola, quello dei nostri paramenti, che indica l’attesa. Più spirito ci aggiungi, meno la notte fa timore». E alla fine il bianco della purezza dei palloncini, preparati dalle educatrici dell’asilo nido, che al cimitero sono volati in cielo: «Diremo ai tuoi amichetti che Gesù ti ha chiamato a giocare con gli angeli». —

Paola Pilotto