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Padova e provincia, aumentano i maltrattamenti in famiglia

Rapporto dei carabinieri nei primi otto mesi dell'anno: mogli e anziani i soggetti più colpiti 

PADOVA. Uno degli aspetti delicati che coinvolge l’Arma dei Carabinieri nello svolgimento dei propri compiti istituzionali quotidiani riguarda anche gli interventi svolti per il mantenimento della serenità familiare in presenza di dissidi che possono emergere per le più svariate situazioni.

L’ Arma è molto attenta a questo particolare aspetto della vita sociale, in relazione al quale si impegna integrandosi con altre istituzioni quali Sindaci, Sacerdoti, Associazioni, Servizio Sanitario Nazio ...

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PADOVA. Uno degli aspetti delicati che coinvolge l’Arma dei Carabinieri nello svolgimento dei propri compiti istituzionali quotidiani riguarda anche gli interventi svolti per il mantenimento della serenità familiare in presenza di dissidi che possono emergere per le più svariate situazioni.

L’ Arma è molto attenta a questo particolare aspetto della vita sociale, in relazione al quale si impegna integrandosi con altre istituzioni quali Sindaci, Sacerdoti, Associazioni, Servizio Sanitario Nazionale e Autorità Giudiziaria.

I Carabinieri, con la loro capillarità rappresentata dalle stazioni sparse su tutto il territorio nazionale, anche nelle aree più periferiche, che vivono quotidianamente le realtà locali perfettamente integrati nel tessuto sociale, costituiscono l’interlocutore ideale a cui rivolgersi da parte delle famiglie che possono contare su professionisti in grado di entrare in empatia con loro per tentare di risolvere al meglio eventuali situazioni di dissidio.

Il più delle volte gli interventi svolti per riportare l’armonia nei nuclei famigliari si concludono con l’esito voluto ma, purtroppo, non sempre le cose finiscono nel migliore dei modi e la realtà fa emergere aspetti più complessi che la legge annovera tra i reati di maltrattamenti in famiglia.

In relazione a questo aspetto, allo scopo di monitorare l’andamento di questa tipologia di reato, è stata fatta un’analisi che ha preso in considerazione il periodo gennaio – agosto 2018, rapportato con lo stesso periodo dello scorso anno.

Nella provincia di Padova, nell’anno in corso, i reati di maltrattamenti in famiglia sono stati 94, mentre durante lo scorso anno, il totale degli episodi è pari a 78. Questi reati riguardano prevalentemente, come vittima, mogli/conviventi, genitori anziani e in alcuni casi anche minorenni. Il numero degli episodi, sostanzialmente, lascia intravedere una situazione numerica stazionaria, fatta eccezione per una sola area territoriale dove si riscontra un incremento.

La maggior concentrazione di reati, sia per quanto riguarda il 2017 che il 2018, si è verificata a Padova e nelle immediate periferie (35 episodi nel 2017 e 36 nel 2018). A seguire viene la zona termale dove 27 sono stati gli episodi in entrambi i periodi di riferimento. Immediatamente dopo vi è l’alta padovana, dove nell’anno in corso si riscontra un incremento della tipologia di reato in esame ( 9 episodi nel 2017 e 25 nel 2018). Infine vengono l’estense ( 5 casi nel 2017 e 4 casi nel 2018) e il piovese, 2 casi verificatisi in entrambi gli anni di riferimento.

E’ stato, inoltre, riscontrato come il maggior numero di episodi identifichi quale autore cittadini di nazionalità italiana (48 nel 2017 e 55 nel 2018) rispetto agli stranieri (30 nel 2017 e 39 nel 2018). Fa eccezione il territorio del piovese in cui, nel 2017, entrambi i reati sono stati commessi da stranieri.

Altro particolare che emerge riguarda la città di Padova dove nel 2018 gli autori stranieri hanno superato quelli di nazionalità italiana (20 italiani e 15 stranieri nel 2017; 17 italiani e 19 stranieri nel 2018). Talvolta gli episodi riguardano anche minorenni, nella maggior parte dei casi coinvolti nei dissidi tra genitori. Per quanto riguarda il caso specifico, nel 2017 sono stati 19 i casi che hanno coinvolto minorenni, mentre nel 2018 sono stati 24. Per quanto riguarda l’attività specifica di polizia giudiziaria, 13 sono stati gli arresti eseguiti nel 2017 e 21 nel 2018.

Si evidenzia un incremento anche per le denunce in stato di libertà per lo specifico reato di maltrattamenti in famiglia: 65 nel 2017 e 73 nel 2018.

I provvedimenti che vengono addottati in situazioni di conflitto insanabile, prevalentemente su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, comprendono l’allontanamento dalla casa familiare, che può essere eseguito anche dalla polizia giudiziaria di iniziativa, nei casi di flagranza e previo assenso dell’autorità giudiziaria, nonché il divieto di avvicinamento alla persona offesa. I due provvedimenti possono anche essere addottati congiuntamente. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, 28 sono stati i provvedimenti addottati nel 2017 e 25 nel 2018.

Talvolta non viene disposto alcun provvedimento nei casi in cui viene nuovamente raggiunto il normale equilibrio tra le parti coinvolte, oppure le vittime siano state collocate in strutture protette, affidate alle varie associazioni presenti sul territorio o affidate ai servizi sociali nel momento in cui la eventuale precedente coabitazione venga a cessare. Per quanto riguarda gli autori, la fascia media di età si colloca tra i 35 e i 55 anni. Sono, tuttavia, emersi in pochissimi episodi, picchi di età compresi tra i 22 e gli 85 anni. È opportuno, infine, ricordare come la reale sensibilità che l’Arma dei Carabinieri evidenzia verso la tutela della serenità nei rapporti di convivenza familiari abbia coinvolto anche il Comando Provinciale di Padova dove, all’interno di una struttura che costituisce corpo estraneo all’edificio principale, è stata allestita una apposita sala di audizione protetta con la collaborazione dell’associazione internazionale “Soroptimist”, nell’ambito del progetto “una stanza per se”. Il locale è a disposizione dei consulenti giudiziari e di tutte le persone che si ritengono vittima di qualsiasi forma di violenza che vogliono accedere per parlare con militari professionalmente preparati per consigliare la migliore soluzione ai problemi che vengono rappresentati. Di seguito alcuni recenti episodi che hanno dato luogo all’intervento dell’Arma dei Carabinieri sul territorio della provincia:

Il 22 giugno 2018, i Carabinieri della Stazione di Monselice, al termine di una attività di indagine riferita all’Autorità Giudiziaria, hanno arrestato un 44enne che da tempo poneva in essere reiterati maltrattamenti fisici e psicologici nei confronti della moglie 23 enne, associandolo alla casa circondariale di Padova. .

Il 1°luglio 2018, i Carabinieri della Stazione di Carmignano di Brenta (PD) hanno arrestato una donna 65ene che da tempo maltrattava con ripetute percosse e umiliazioni l’anziana madre 91enne, per la circostanza ricoverata in ospedale per essere curata delle lesioni subite, giudicate guaribili in 30 giorni. 

Il 26 luglio 2018, i Carabinieri della Stazione di Carmignano di Brenta (PD) hanno arrestato un 50enne responsabile di reiterati maltrattamenti nei confronti della compagna e della figlia 17 enne della donna. Anche in questo caso l’uomo è stato associato alla casa circondariale di Padova. 

L’11 agosto 2018 i Carabinieri di Vigodarzere (PD) hanno arrestato un cittadino romeno 48enne che a seguito di una delle frequenti liti domestiche ha picchiato ripetutamente la moglie procurandole lesioni al collo ed alle braccia. Durante l’intervento lo straniero ha aggredito i militari operanti rendendosi responsabile anche del reato di resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo è stato ristretto alla casa circondariale di Padova.