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L’angelo Nicolò è tornato a casa Il paese accarezza la famiglia

Il feretro del bimbo di due anni soffocato da un chicco d’uva rientrato dalla Puglia L’incredulità delle maestre del nido: «Lascia un vuoto incolmabile, ci mancherà»

GAZZO

Nella giornata di ieri c’è stato l’ultimo viaggio verso casa di Nicolò Meggiolaro, il bambino di 2 anni che venerdì scorso si è soffocato con un chicco d’uva mentre era in vacanza a Taranto. Il feretro ha lasciato Leporano, la località di mare dove soggiornava il piccolo assieme alla famiglia, ed è giunto nel pomeriggio a Gazzo, dove la famiglia abita da diversi anni. Ad accoglierlo, il parroco don Leopoldo Rossi, che durante tutte le messe di ieri ha fatto pregare per il bimbo, i suoi ...

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GAZZO

Nella giornata di ieri c’è stato l’ultimo viaggio verso casa di Nicolò Meggiolaro, il bambino di 2 anni che venerdì scorso si è soffocato con un chicco d’uva mentre era in vacanza a Taranto. Il feretro ha lasciato Leporano, la località di mare dove soggiornava il piccolo assieme alla famiglia, ed è giunto nel pomeriggio a Gazzo, dove la famiglia abita da diversi anni. Ad accoglierlo, il parroco don Leopoldo Rossi, che durante tutte le messe di ieri ha fatto pregare per il bimbo, i suoi genitori e per i due fratellini più grandi. La tragedia, consumata in Puglia, ha distrutto tutta la famiglia, che si è chiusa nel profondo dolore e nel silenzio.



«Sono momenti drammatici», afferma don Leopoldo. «I genitori sono fortemente provati. È difficile, se non impossibile, trovare parole di conforto. C’è solo bisogno di tranquillità e calore umano che possa far sentire loro tutta la nostra vicinanza e la solidarietà. La comunità si sta stringendo con grande commozione al dolore dei familiari per la perdita del piccolo Nicolò. È una perdita e un dolore per tutti».



Il paese infatti è estremamente scosso di fronte alla disgrazia. Inevitabili le lacrime di quanti si fermano davanti alle epigrafi ad incrociare lo sguardo vispo e furbo di Nicolò e il suo sorriso contagioso. Si mescolano incredulità e commozione. Sembra impossibile che un destino così crudele abbia voluto portarsi via un bambino così piccolo e adorabile.



«Non riusciamo a capacitarci», confessa Daniela Zampieron, coordinatrice del nido integrato e della scuola dell’infanzia Maria Immacolata di Gazzo. «Continuiamo a chiederci “perché? ” senza trovare risposte. È così assurdo. Sembra impossibile. Tra noi educatrici si rimbalzano pensieri, ricordi e tanta tristezza. Nicolò era un bambino come altri, pieno di voglia di vivere, di giocare di scoprire. Era attivo, solare e dolce. A tutte noi, educatrici ed insegnanti, mancheranno il suo sorriso, le sue corse con la sorella per entrare all’asilo, il suo “ciao” detto a modo suo quando andava a casa con la nonna. Siamo vicini ai genitori che stanno vivendo uno strazio infinito e ci uniamo con dolore al loro cordoglio».



«Nicolò ci lascia un vuoto incolmabile e un dolore immenso. Siamo certe che la sua presenza rimarrà sempre viva, che da lassù proteggerà tutti noi, soprattutto mamma Stefania e papà Marco, i fratellini e i suoi amichetti del nido. Sarà il nostro piccolo angelo che veglierà su tutta la scuola».



Tantissime le attestazioni di solidarietà che stanno arrivando alla famiglia in queste ore. Il paese di quattromila anime è scosso di fronte alla tragica notizia. Il bambino era in vacanza con i genitori a Taranto, nel paese di origine della mamma. Stavano serenamente assieme, quando Nicolò all’improvviso ha messo in bocca un acino d’uva, che però non è riuscivo ad ingoiare. I genitori se ne sono accorti subito e hanno allertato i soccorsi cercando di metterlo in salvo. I sanitari del 118, prontamente intervenuti, hanno fatto di tutto per rianimare il piccolo e riportarlo in vita, ma le sue condizioni erano disperate. Per lui non c’è stato nulla da fare. Il respiro gli si è fermato in gola per sempre facendo calare la disperazione e l’angoscia sulla famiglia. —