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A rischio soprattutto i neonati Serve la manovra di Heimlich

Fondamentale per liberare le vie respiratorie è una pratica ideata da un medico americano Ogni anno una decina di morti nella fascia d’età fra 0 e 3 anni 

GAZZO

Si chiama manovra di Heimlich, dal nome del medico americano che la sperimentò per la prima volta nel 1974, ed è la tecnica più efficace per rimuovere un’ostruzione delle vie aeree e per evitare il soffocamento. Da anni è uno dei capisaldi dei corsi di primo soccorso e tutti i genitori si affrettano a impararla se hanno figli piccoli. Perché con i bambini non si sa mai.

Prima di eseguire la manovra, che non è esattamente una passeggiata, bisogna riconoscere i sintomi del soffocamento: la ...

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GAZZO

Si chiama manovra di Heimlich, dal nome del medico americano che la sperimentò per la prima volta nel 1974, ed è la tecnica più efficace per rimuovere un’ostruzione delle vie aeree e per evitare il soffocamento. Da anni è uno dei capisaldi dei corsi di primo soccorso e tutti i genitori si affrettano a impararla se hanno figli piccoli. Perché con i bambini non si sa mai.

Prima di eseguire la manovra, che non è esattamente una passeggiata, bisogna riconoscere i sintomi del soffocamento: la persona che ha un’ostruzione, porta le mani alla gola, respira a fatica, non riesce a parlare, ha una tosse debole, diventa blu o - infine - perde conoscenza. A quel punto è necessario chiamare i soccorsi e praticare la manovra. Se si è soli con la persona che soffoca, è bene dedicarsi alla manovra. Che consiste in una serie di rapide e vigorose pressioni sull’area addominale, fra lo sterno e l’ombelico, indirizzando la spinta verso l’alto, così da comprimere il diaframma, provocare una compressione dei polmoni e determinare una spinta sull’oggetto che ostruisce la trachea. Un potente colpo di tosse, risolve il problema.

I casi di morte per soffocamento in Italia sono comunque molto rari, anche tra i bambini. Siamo sull’ordine di una decina di casi all’anno, con un piccolo di 14 nel 2007. Cioè circa un caso ogni centomila bambini nati. I più a rischio sono naturalmente i neonati nel primo anno di età. Sopra i 3 anni, i casi sono ancora più rari: 7 casi nel periodo 2003-2012. I cibi più pericolosi sono quelli di forma rotonda (uva, olive, mozzarelline) o cilindrica (wurstel, carote), o appiccicosi o ancora troppo grandi. —