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Stop ai problemi dell’acqua per i viticoltori del Valcinta

Partono lunedì i lavori per l’estensione del bacino irriguo su un’area di 150 ettariL’intervento costerà 170 mila euro, il 90 per cento è finanziato dalla Regione

BAONE

Centocinquanta ettari finalmente raggiunti dall’acqua, un aiuto a oltre ottanta viticoltori per una spesa di quasi 170 mila euro. Partono la settimana prossima i lavori del Consorzio di bonifica Adige Euganeo per l’impinguamento – termine tecnico che sta per “estensione” – del bacino irriguo Valcinta, area votata alla viticoltura che però storicamente scarseggia d’acqua per la pratica irrigua.



Il Valcinta è un territorio di oltre 150 ettari tra il centro abitato di Cinto Euganeo, il Mon ...

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BAONE

Centocinquanta ettari finalmente raggiunti dall’acqua, un aiuto a oltre ottanta viticoltori per una spesa di quasi 170 mila euro. Partono la settimana prossima i lavori del Consorzio di bonifica Adige Euganeo per l’impinguamento – termine tecnico che sta per “estensione” – del bacino irriguo Valcinta, area votata alla viticoltura che però storicamente scarseggia d’acqua per la pratica irrigua.



Il Valcinta è un territorio di oltre 150 ettari tra il centro abitato di Cinto Euganeo, il Monte Gemola, Valle San Giorgio di Baone, via Dietro Cero, Monte Cero, via Bomba e la provinciale 89 “dei Colli”. Recentemente il Consorzio ha ultimato le infrastrutture idrauliche necessarie a garantire l’irrigazione in quest’area: una rete pluvirrigua – una tecnica di irrigazione per “pioggia” – che permette la distribuzione dell’acqua prelevata dal canale Bisatto (all’altezza della Botte Piombà) nelle rete idraulica consortile, precisamente negli scoli Fosson, rio Molina e rio Lavello. I lavori sono stati realizzati in concomitanza con una cantiere dell’ex Cvs. Per assicurare una distribuzione capillare dell’acqua, tuttavia, era necessario procedere con delle opere di completamento, il cui progetto ha trovato piena accoglienza dai Comuni di Cinto e Baone, ma anche dai vertici del Consorzio Vini dei Colli Euganei e del Parco Colli. Lo scorso marzo la Regione ha confermato la bontà dell’iniziativa consortile, finanziando praticamente il 90 per cento dei lavori, che ammontano a 166.700 euro. E che partiranno lunedì prossimo, meteo permettendo, per essere conclusi entro il 31 dicembre, pena la perdita del finanziamento pubblico. Tecnicamente il Consorzio realizzerà un’opera di presa dallo scolo Fosson (un manufatto in cemento armato, completamente interrato, che accoglierà un’elettropompa) e costruirà un nuovo scarico dalla rete pluvirrigua in prossimità di Valle San Giorgio. Il tutto sarà controllato poi da un sistema di telecontrollo. Grazie a queste opere di completamento, l’acqua che arriva dal Bisatto potrà essere fruita da tutte le aziende agricole del Valcinta, che sono oltre ottanta in 150 ettari di terra.



«Gli imprenditori agricoli non dovranno fare i salti mortali per garantirsi l’acqua per irrigare e potranno temere meno eventuali periodi di siccità» spiega Michele Zanato, presidente dell’Adige Euganeo, «Oltre al grande aiuto dalla Regione, va sottolineato l’impegno dei Comuni di Baone e Cinto Euganeo, che hanno deciso di finanziare il 10 per cento della spesa per questi lavori che, in teoria, sarebbe dovuta ricadere sui consorziati». Intanto il Consorzio attende con ansia il decreto definitivo che dà il via ai lavori per il “tubone anti-Pfas” tra Castelbaldo e Casale di Scodosia: anche il governatore Luca Zaia ha scritto al Ministero caldeggiando lo sblocco del cantiere. —