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Provincia di Padova, corsa per il dopo Soranzo: c’è il nome di Stefan

Walter Stefan

Il mandato scade a fine ottobre: sono esclusi dalla tornata i 56 sindaci dei Comuni in cui si vota nella primavera 2019

PADOVA. Sono 56 (ovvero più della metà del totale, ridotto a 102 dopo la nascita di Borgo Veneto) i Comuni padovani che andranno al voto nella primavera del 2019; complessivamente la popolazione coinvolta è pari a 349.288 residenti, ovvero il 37,9%. Ma già è alle porte la campagna per l’elezione del nuovo presidente della Provincia. Enoch Soranzo, eletto il 12 ottobre 2014, non potrà infatti ricandidarsi, giacché la fetta di mandato che gli resta da svolgere è inferiore a un anno e mezzo (a ...

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PADOVA. Sono 56 (ovvero più della metà del totale, ridotto a 102 dopo la nascita di Borgo Veneto) i Comuni padovani che andranno al voto nella primavera del 2019; complessivamente la popolazione coinvolta è pari a 349.288 residenti, ovvero il 37,9%. Ma già è alle porte la campagna per l’elezione del nuovo presidente della Provincia. Enoch Soranzo, eletto il 12 ottobre 2014, non potrà infatti ricandidarsi, giacché la fetta di mandato che gli resta da svolgere è inferiore a un anno e mezzo (a Selvazzano, dove il sindaco uscente conclude il suo secondo mandato, si vota infatti nella prossima primavera). Il decreto Milleproroghe ha posticipato, dal 12 al 31 ottobre, la scadenza del mandato del presidente. Ma oltre non si può andare e Soranzo, al pari di altri 46 presidenti di Provincia, dovrà farsi da parte.

CHI SI CANDIDA Va da sé però che il numero dei sindaci candidabili (ricordiamo che il corpo elettorale è composto solo dagli amministratori comunali) è assai contenuto, visto che, come detto, ben 56 sono le amministrazioni che si preparano al rinnovo di primi cittadini e consigli comunali. Ne restano quindi 46. Nel novero potrebbero rientrare anche i sindaci eletti nel 2015 (e quindi in scadenza nel 2020), giacché un emendamento Calderoli al decreto Milleproroghe (votato al Senato e in attesa di conferma alla Camera) riduce a dodici mesi (anziché diciotto) il mandato ulteriore dei sindaci in corsa per la presidenza. Quanto al consiglio provinciale, il rinnovo - a meno di sorprese – avverrà nel prossimo gennaio.

GLI SCENARI In attesa di capire quali saranno le regole del gioco, si possono ipotizzare alcuni scenari. Il Movimento Cinque Stelle, che non vanta sindaci nel Padovano, è fuori dalla partita e in numerose occasioni gli esponenti pentastellati si sono pronunciati per un’abolizione tout court delle Province. L’alleato di governo, la Lega di Salvini, potrebbe rivendicare - soprattutto per quanto riguarda la componente che si rifà alle posizioni del sottosegretario Massimo Bitonci - la poltrona più importante di Piazza Antenore e di Piazza Bardella. Ma è più facile che, alla fine, la spunti un’intesa di più ampio respiro. «Noi - sottolinea il sindaco di Noventa Alessandro Bisato, che è pure segretario regionale del Pd - cercheremo di tenere insieme tutte le amministrazioni di centrosinistra e di dialogare con quelle civiche». La partita è tutta da giocare. Potrebbe vantare le giuste credenziali il sindaco di Saonara, Walter Stefan, rieletto nel 2017 alla testa della lista civica “Saonara Domani”. Già consigliere provinciale di Forza Italia e vicepresidente dell’Interporto, Stefan per anni ha collaborato per anni con il sindaco di Padova Sergio Giordani. Sullo sfondo s’intravvede la proposta di legge sottoscritta dal senatore Matteo Salvini, che punta al ritorno all’elezione diretta degli organi della Provincia, con un superamento - alla luce dell’esito del referendum costituzionale - della riforma firmata da Graziano Delrio. Nel quadro ricco di incognite s’inserirà, il 12 ottobre, il voto per il Consiglio delle autonomie locali (organismo regionale alla prima elezione). Al seggio di Mestre (dalle 10 alle 21), sono chiamati i sindaci dei Comuni padovani e della Città metropolitana di Venezia e i presidenti delle Unioni dei Comuni padovani e veneziani.

IL FUTURO DEL PRESIDENTE Resta da capire poi cosa farà dopo ottobre il presidente della Provincia Soranzo, a suo tempo vicino alle posizioni dell’ex sindaco di Verona, Flavio Tosi. Per Soranzo si prospetta una candidatura alle elezioni Regionali del 2020. Ma il sindaco di Selvazzano, che fin qui ha saputo condurre con abilità la sua ascesa politica, sarà, prima o poi, costretto a indossare una casacca di partito. —