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Un piano per il rilancio del centro civico

POLVERARASi chiama “L’isola che c’è” ed è un progetto triennale di gestione e rilancio del Centro civico di Isola dell'Abbà che ha come obiettivo la rivalutazione dello spazio (perfettamente agibile...

POLVERARA

Si chiama “L’isola che c’è” ed è un progetto triennale di gestione e rilancio del Centro civico di Isola dell'Abbà che ha come obiettivo la rivalutazione dello spazio (perfettamente agibile e accessibile, ma fino a oggi poco utilizzato) attraverso iniziative culturali ed eventi che ne consolidino il ruolo ricreativo, sfruttandone al meglio le potenzialità.

Numerosi i soggetti coinvolti: associazioni, parrocchie ed enti no profit che hanno stilato un programma di gestione, diversifica ...

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POLVERARA

Si chiama “L’isola che c’è” ed è un progetto triennale di gestione e rilancio del Centro civico di Isola dell'Abbà che ha come obiettivo la rivalutazione dello spazio (perfettamente agibile e accessibile, ma fino a oggi poco utilizzato) attraverso iniziative culturali ed eventi che ne consolidino il ruolo ricreativo, sfruttandone al meglio le potenzialità.

Numerosi i soggetti coinvolti: associazioni, parrocchie ed enti no profit che hanno stilato un programma di gestione, diversificando le proposte a seconda del target di pubblico da raggiungere.

Corsi di artigianato artistico, manifestazioni culturali, attività ludico formative, incontri dedicati a persone con disabilità o a rischio di emarginazione sociale. Le idee non mancano.

A credere nel progetto tante associazioni a partire da La Casa dei corsi che, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Polverara, si è occupata anche della sistemazione dei locali e degli arredi utilizzando materiale di scarto donato gratuitamente dalle aziende del posto.

Sono diverse infatti le imprese locali che si sono offerte di contribuire al progetto in diversi modi, anche mettendo a disposizione materiale di recupero come scarti di tessuto, gomme piuma, marmi e mattonelle, pellame, carta e plexiglass da utilizzare per i laboratori di creatività. —

Martina Maniero