Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

«Non è scappata con i soldi ora tornerà finalmente da noi»

Il marito: «Sta discretamente Abbiamo vissuti giorni difficili e abbiamo bisogno di pace» La figlia: «Grazie ai militari che alla fine l’hanno ritrovata»

CITTADELLA

«Anna sta discretamente bene, non è fuggita con alcun soldo e tornerà a casa, grazie alle forze dell’ordine. Ora abbiamo bisogno di un po’ di pace». Il marito di Anna Fasol, Enzo Simonetto, è provato da questi giorni di angoscia, paura, pieni di incognite e ricerche affannose. Giorni lunghissimi trascorsi con la figlia Marialaura Simonetto, stella del nuoto cittadellese qualche anno fa, rientrata dagli Stati Uniti poche ore dopo la scomparsa della madre: laureata in Medicina, all’U ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

CITTADELLA

«Anna sta discretamente bene, non è fuggita con alcun soldo e tornerà a casa, grazie alle forze dell’ordine. Ora abbiamo bisogno di un po’ di pace». Il marito di Anna Fasol, Enzo Simonetto, è provato da questi giorni di angoscia, paura, pieni di incognite e ricerche affannose. Giorni lunghissimi trascorsi con la figlia Marialaura Simonetto, stella del nuoto cittadellese qualche anno fa, rientrata dagli Stati Uniti poche ore dopo la scomparsa della madre: laureata in Medicina, all’Università di Miami è impegnata in un post dottorato.

«Sono stati giorni difficili, è stata una sorpresa per tutti, non capivamo», osserva Enzo Simonetto. L’allontanamento è stato collegato a dei presunti ammanchi nell’azienda di commercio di bestiame di Tombolo in cui la donna lavora da anni come impiegata amministrativa: aveva accesso ai conti aziendali. «Lasciamo stare questa storia», dice il marito, «non è scappata coi soldi. La realtà è che io sono un pensionato: non siamo stati ricchi prima e non lo siamo tanto meno adesso». La moglie e mamma non si è mai messa in contatto con i familiari, nessun cenno, e intanto i giorni passavano.

Un silenzio difficile da comprendere: faceva temere il peggio. «Ci sono stati momenti, sì, in cui abbiamo avuto paura. Ma ora abbiamo bisogno di andare avanti». «Vorremmo ringraziare», aggiunge la figlia, «le forze dell’ordine, in particolare il comandante Renato Lago e tutto il suo gruppo di carabinieri, per il lavoro incessante, estremamente professionale, e per la loro umanità». —

S.B.