Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Voragine rifiuti, approvato dai sindaci il bilancio dell’ente con 30 milioni di buco

Siglato l’accordo con Sesa che è il principale creditore. Baldin: «Questo è l’unico modo per salvare i conti dei Comuni»

Monselice

«La nostra “arma” era la concessione e d’altro canto per i creditori il rischio era che saltasse tutta la “baracca”: l’accordo, che inevitabilmente comporta sacrifici per i sottoscrittori, ha salvato entrambe le parti e anche l’economia di tutta la Bassa padovana». Alessandro Baldin, presidente del Consorzio Padova Sud, commenta così l’esito della lunga mattinata cominciata alle 9.30 e conclusa solo alle 15: l’assemblea dei 48 sindaci del Consorzio si è riunita ieri mattina a Monsel ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

Monselice

«La nostra “arma” era la concessione e d’altro canto per i creditori il rischio era che saltasse tutta la “baracca”: l’accordo, che inevitabilmente comporta sacrifici per i sottoscrittori, ha salvato entrambe le parti e anche l’economia di tutta la Bassa padovana». Alessandro Baldin, presidente del Consorzio Padova Sud, commenta così l’esito della lunga mattinata cominciata alle 9.30 e conclusa solo alle 15: l’assemblea dei 48 sindaci del Consorzio si è riunita ieri mattina a Monselice e ha approvato i bilanci 2016 e 2017 – quelli del passivo da 30 milioni di euro - e soprattutto il piano di ristrutturazione del debito di cui ormai si discute da due anni.

il voto

I sindaci presenti erano 31 (assenti tra gli altri Due Carrare, Megliadino San Vitale, Sant’Angelo di Piove, Bovolenta) e quasi unanimemente hanno approvato i tre punti e la situazione patrimoniale del Consorzio: l’unico voto negativo è stato quello di Battaglia Terme (per i bilanci), a cui si sommano le astensioni di Codevigo, Baone, Pernumia e Bagnoli di Sopra. Riconosciuto ufficialmente il “buco” da 30 milioni, il Consorzio è passato alla firma dell’accordo con i principali creditori – Sesa in primis – che di fatto ci hanno rimesso una parte dei loro crediti. «L’alternativa era far cadere quei milioni sulla testa dei sindaci, compromettendo i bilanci dei Comuni del Consorzio» spiega Baldin, «o far saltare la “baracca” con una nuova concessione e con il recupero del “buco” attraverso nuove tariffe. L’accordo firmato con i creditori, che manterranno la concessione, garantirà invece il mantenimento delle attuali tariffe fino al 2025: i cittadini non subiranno aumenti di bollette». Ma nemmeno riduzioni, pur sapendo che finora sono state gonfiate dal sistema Padova Tre.

chi paga

Ma nelle stesse parole di Baldin sta l’inghippo: il debito – oltre che con la rinuncia parziale al credito di Sesa (che si è insinuata nel fallimento di Padova Tre per recuperare 7 milioni di euro) e De Vizia – è ripianato dal Consorzio anche con le economie della concessione rifiuti, il che significa che il servizio fatto per conto dei cittadini in realtà costa molto meno di quel che viene fatto pagare in bolletta ( prova ne è che i Comuni usciti dal Consorzio come Polverara o mai entrati come Piove di Sacco, pagano molto meno) e che quel surplus serve per appianare il debito. Insomma, anche i cittadini pagano, eccome.

i creditori

«Quella di oggi è una limitazione del danno» commenta a margine della firma dell’accordo tra Consorzio e Sesa il socio privato di quest’ultima, Angelo Mandato, «era necessario negoziare, garantendoci una concessione che permette di mantenere posti di lavoro e costi immutati per i cittadini. Da oggi possiamo finalmente riprendere i nostri investimenti».

retroscena

I mugugni non mancano: la concessione – 30 milioni l’anno - che ha scadenza naturale nel 2025, è stata totalmente snaturata rispetto all’assegnazione di gara. Sesa si porta a casa oggi quasi l’intero malloppo e ovviamente ha tutto l’interesse che le cose rimangano così. Come mai non ha chiesto prima conto a Baldin delle sorti di Padova Tre e del Consorzio che insieme hanno messo insieme un debito di oltre 60 milioni proprio sotto la sua “sorveglianza”?

i sindaci

Soddisfatti dell’accordo - del resto lo erano anche quando si sono accollati i primi 9 milioni di debito nel 2015 - i sindaci, tra cui Luca Callegaro (Arquà Petrarca), Nicola De Paoli (Maserà), Tiberio Businaro (Carceri), Roberta Gallana (Este) e Francesco Lunghi (Monselice). —