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Il 19enne annegato verrà sepolto in Senegal

CARMIGNANO DI BRENTAÈ arrivato il nulla osta alla sepoltura, la settimana prossima il suo corpo rientrerà in Africa, nella terra madre, il Senegal, per l’ultima preghiera e l’ultimo saluto. Sono i...

CARMIGNANO DI BRENTA

È arrivato il nulla osta alla sepoltura, la settimana prossima il suo corpo rientrerà in Africa, nella terra madre, il Senegal, per l’ultima preghiera e l’ultimo saluto. Sono i giorni del dolore e dei preparativi per il commiato da Gora Mbow, il 19enne di Carmignano morto mercoledì mattina all’ospedale di Padova. È stato vittima della busa di Giaretta: era andato in acqua, lunedì pomeriggio, a cercare un po’ di refrigerio in una giornata afosa; si trovava in una delle are ...

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CARMIGNANO DI BRENTA

È arrivato il nulla osta alla sepoltura, la settimana prossima il suo corpo rientrerà in Africa, nella terra madre, il Senegal, per l’ultima preghiera e l’ultimo saluto. Sono i giorni del dolore e dei preparativi per il commiato da Gora Mbow, il 19enne di Carmignano morto mercoledì mattina all’ospedale di Padova. È stato vittima della busa di Giaretta: era andato in acqua, lunedì pomeriggio, a cercare un po’ di refrigerio in una giornata afosa; si trovava in una delle aree in cui l’acqua arriva alle ginocchia, non era la prima volta che frequentava il lago di Camazzole, a due passi dal Brenta. Poi è successo qualcosa: ha calcolato male i movimenti? Non immaginava che il fondale potesse diventare improvvisamente profondo?

Le persone che erano in acqua con lui non lo hanno più visto, ed allora hanno iniziato a gridare chiedendo aiuto; il primo a tuffarsi per soccorrerlo è stato un sedicenne originario del Burkina Faso, che si è immerso due volte. Poi un trentenne del posto è riuscito a recuperare il giovane Gora, lo ha portato a riva, gli ha praticato il massaggio cardiaco, mentre la compagna faceva scattare l’allarme. Da Padova è arrivato il Suem, con l’elicottero. I medici hanno tentato di tutto, ma il ragazzo aveva passato troppo tempo sott’acqua: il suo cuore ha smesso di battere mercoledì. Era arrivato in Italia nel 2016, raggiungendo la sua famiglia, due dei suoi fratelli più piccoli sono nati in Italia, vivono in una palazzina di via Roma, vicino al centro.

Il padre lavora qui dal ‘99, fa l’operaio in una fabbrica di Pozzoleone: con sacrifici e abnegazione ha costruito una famiglia con cinque figli. Gora era il primogenito ed aveva talento: in pochi mesi aveva imparato l’italiano, poi la licenza media alla scuola di Santa Croce Bigolina. Voleva diventare perito, gli piaceva la meccanica, il papà lo aveva iscritto al Rossi di Vicenza. Avrebbe iniziato a settembre. —

Silvia Bergamin