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Ricorso a Mattarella dei comitati padovani contro la terza corsia

«Uno scempio del territorio da Padova Sud a Monselice per un’opera già superata perché si è ridotto il traffico»

DUE CARRARE

«L’allargamento alla terza corsia dell’A13, nel tratto di 12 chilometri da Monselice a Padova Sud, non serve e non s’ha da fare». Tornano a farsi sentire comitati, associazioni e gruppi di cittadini contro l’opera che Autostrade per l’Italia intende realizzare nei territori di Monselice, Pernumia, Due Carrare, Maserà e Albignasego.

SIT-IN

Ieri mattina, davanti al municipio di Due Carrare, hanno presentato il ricorso straordinario inoltrato al Presidente della Repubblica in cui chied ...

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DUE CARRARE

«L’allargamento alla terza corsia dell’A13, nel tratto di 12 chilometri da Monselice a Padova Sud, non serve e non s’ha da fare». Tornano a farsi sentire comitati, associazioni e gruppi di cittadini contro l’opera che Autostrade per l’Italia intende realizzare nei territori di Monselice, Pernumia, Due Carrare, Maserà e Albignasego.

SIT-IN

Ieri mattina, davanti al municipio di Due Carrare, hanno presentato il ricorso straordinario inoltrato al Presidente della Repubblica in cui chiedono la sospensione e l’annullamento del provvedimento Via (Valutazione di impatto ambientale) del 30 marzo. Al sit-in erano presenti Francesco Miazzi per “Lasciateci respirare”, Orlando Bollettin per “No terza corsia A13”, Filippo Zodio per “La Vespa” e gli estensori del ricorso, il professor Erasmo Venoni e l’avvocato Eva Vigato.

IL RICORSO

Mira a sospendere l’efficacia della Valutazione di Impatto Ambientale e si fonda su tre capisaldi. Primo: la commissione non avrebbe valutato gli effetti cumulativi e sinergici sull’ambiente. «Ogni impatto preso singolarmente resta sotto il valore di soglia, ma impatti della stessa natura che colpiscono le medesime componenti ambientali possono sommarsi e concorrere a superare il valore di soglia». Secondo: non sarebbero state valutate le alternative e “non fare”, con l’indicazione delle principali ragioni della scelta effettuata, al fine di rendere trasparente la scelta sotto il profilo dell’impatto ambientale, e allo scopo di evitare interventi che causino sacrifici ambientali superiori a quelli necessari al soddisfacimento dell’interesse sotteso all’iniziativa. Terzo: non sarebbe stata considerata la classificazione sismica del territorio secondo quanto indicato nell’ordinanza del 2006. «Nel caso della Monselice-Padova Sud non appaiono utilizzate le vigenti norme tecniche per le costruzioni approvate con Dm del 2008 e ciò per quanto attiene a tutti gli aspetti sia ad esempio, quelli riferiti all’azione sismica, sia quelli concernenti la compatibilità idraulica dei ponti. Alla luce di questo gli atti meritano essere annullati perché legittimi», si evidenzia nel testo del ricorso.

OPERA INUTILE

«È dal 2011 che si registra un calo di traffico, ancora più marcato con l’apertura della A31, non è ammesso uno spreco di altri 150.000 metri cubi di territorio per un intervento devastante che non servirebbe a nulla», hanno puntualizzato infine i componenti del fronte del “No”. —

Gianni Biasetto