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Slittano i fondi del Bando Periferie, a rischio 18 milioni per Padova

Emendamento al decreto mille proroghe che prevede il rinvio al 2020 dei fondi. Stop ai soldi per il parco delle Mura, il Castello Carrarese, il parco Tito Livio e le telecamere nei quartieri. Giordani: "Inconcepibile"

PADOVA. Stop ai soldi del Bando Periferie: un emendamento al decreto "Mille Proroghe" approvato ieri dall'aula del Senato rischia di far saltare ben 18 milioni di opere a Padova, il cui avvio era previsto nei prossimi mesi. La decisione è arrivata a Palazzo Madama con un emendamento votato dalla maggioranza giallo-verde che ha suscitato la reazione dell'opposizione ed in particolare di numerosi sindaci in tutta Italia. Per Padova si tradurrebbe nello stop ad alcuni importanti lavori sul Parc ...

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PADOVA. Stop ai soldi del Bando Periferie: un emendamento al decreto "Mille Proroghe" approvato ieri dall'aula del Senato rischia di far saltare ben 18 milioni di opere a Padova, il cui avvio era previsto nei prossimi mesi. La decisione è arrivata a Palazzo Madama con un emendamento votato dalla maggioranza giallo-verde che ha suscitato la reazione dell'opposizione ed in particolare di numerosi sindaci in tutta Italia. Per Padova si tradurrebbe nello stop ad alcuni importanti lavori sul Parco delle Mura (con il restauro della parte nord della cinta e la realizzazione di un camminamento), il blocco del parco Tito Livio da realizzare in piazzale Boschetti e le difficoltà sul restauro del Castello Carrarese e sull'installazione di nuove telecamere di videosorveglianza nei quartieri.

Il rinvio deciso in Senato. Due anni nel congelatore per il Piano periferie dei governi Renzi e Gentiloni, finanziato per 2,1 miliardi dallo Stato e le cui convenzioni tra la presidenza del consiglio e i comuni capologo sono state firmate il 6 marzo 2017 (le prime 24) e a novembre e dicembre 2017 (le altre 96). Con l'emendamento 13.2 (testo 2), approvato ieri dall'aula del Senato in sede di conversione del decreto legge "mille proroghe", la maggioranza giallo-verde ha disposto che l'efficacia di tutte le 120 convenzioni sia "differita all'anno 2020". I progetti della prima tranche erano gia' stati presentati a Palazzo Chigi, e gli altri 96 avevano la scadenza dell'8 giugno per la presentazione. La norma approvata dispone che i Comuni debbano "rimodulare gli impegni di spesa e i connessi pagamenti". Tutto deve cioe' slittare di due anni.

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Giordani: "Fatto grave con ripercussioni pesanti". “Il congelamento avvenuto al Senato, nel Milleproroghe, con parere favorevole del Governo, che pare avere tutte le carte in regola per trasformarsi in cancellazione, dei 18 milioni di euro che Roma ci deve per tanti progetti fondamentali di rigenerazione urbana in città, mi lascia davvero basito ed è un fatto grave con ricadute pesantissime sul territorio, sulla qualità della vita dei padovani, sull'indotto produttivo", è il commento del sindaco Sergio Giordani.

"I nostri tecnici e dirigenti hanno lavorato un anno per rispettare i tempi, siamo passati già in Giunta con tutti i progetti, molti sono esecutivi, stanno per partire le gare e soprattutto abbiamo già firmato la Convenzione che impegna la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Non avere questi 18 milioni di euro, significa perdere o rimandare alle calende greche, in una modalità inaccettabile, opere fondamentali".

"Scriverò in questi giorni al premier Conte per chiedere chiarezza e un ripensamento ma scriverò anche a tutti i 96 colleghi che sono alle prese con questa doccia fredda: i sindaci di ogni forza politica devono creare un fronte del buon senso che porti chi decide a ripensamenti urgenti. Chiedo anche a Zaia, amministratore saggio e competente, di sostenere i Sindaci in questo sforzo a difesa dei loro cittadini", conclude Giordani. 
 
La protesta dell'Anci. Sul rispetto degli impegni assunti per il bando periferie 96 sindaci potrebbero diffidare la Presidenza del Consiglio: lo annuncia il presidente dell'Anci Antonio Decaro, sindaco di Bari. «Nel decreto milleproroghe noi sindaci cogliamo un segnale positivo e uno molto, molto negativo. Se è vero, infatti, che sembra avviata la procedura per sbloccare gli avanzi di amministrazione, un obbligo dopo le sentenze della Corte costituzionale, la sospensione delle convenzioni del Bando Periferie per 96 tra città e aree metropolitane è una decisione preoccupante e gravissima», avverte Decaro.
 
«Parliamo di atti già firmati dalla Presidenza del Consiglio e dagli enti interessati, convenzioni in virtù delle quali - aggiunge - le amministrazioni hanno avviato attività di progettazione quando non anche le gare. Quei 96 sindaci potrebbero diffidare la presidenza del Consiglio ad adempiere a quanto deciso e sottoscritto dal governo. Davvero non vorremmo essere costretti ad arrivare a tanto. Ma pretendiamo chiarezza», conclude.