Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Passata al setaccio dal Ris la casa dell’impiegata sparita da una settimana

I carabinieri si sono presentati ieri all’alba, per ore e ore hanno effettuato prelievi e controllato ogni angolo della villetta a caccia di tracce biologiche e indizi

CITTADELLA

A una settimana esatta dalla sua scomparsa è arrivata la perquisizione a casa di Anna Fasol. Perché quello che ruota attorno alla sparizione della cinquantanovenne impiegata di Ca’ Onorai è un mistero a cui nessuno è riuscito a dare una spiegazione. E quindi la verità diventa un affare da investigazioni scientifiche del Ris. Ieri mattina i carabinieri si sono presentati alle 7 del mattino nella villetta dove da giorni il marito Enzo Simonetto e la figlia Marialaura sono chiusi nel ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter

CITTADELLA

A una settimana esatta dalla sua scomparsa è arrivata la perquisizione a casa di Anna Fasol. Perché quello che ruota attorno alla sparizione della cinquantanovenne impiegata di Ca’ Onorai è un mistero a cui nessuno è riuscito a dare una spiegazione. E quindi la verità diventa un affare da investigazioni scientifiche del Ris. Ieri mattina i carabinieri si sono presentati alle 7 del mattino nella villetta dove da giorni il marito Enzo Simonetto e la figlia Marialaura sono chiusi nel silenzio. Sono entrati con il decreto firmato dal pubblico ministero Giorgio Falcone e hanno scavato nelle loro vite per quasi cinque ore.



Sono stati usati i tamponi per isolare tracce biologiche in cucina, nei cassetti dove sono conservati i coltelli, in bagno, negli scarichi dell’acqua. Hanno passato in rassegna tutte le stanze, annotando tutto ciò che può essere d’interesse. I prelievi fatti saranno poi inviati al Ris di Parma per le analisi di laboratorio.



Dunque ora, alla scadenza della settimana dal giorno della scomparsa, è il momento di fare il bilancio di ciò che c’è e ciò che invece ancora manca. C’è una figlia, Marialaura, che vive a Miami ormai da anni nell’ambito di un dottorato di Medicina. Una figlia che sentiva la madre ogni giorno, sia al telefono che via messaggi. L’aveva sentita anche la mattina di lunedì 30 luglio e sono le ultime tracce che lascia il telefonino di Anna Fasol prima di spegnersi per sempre. Sempre la figlia, quel lunedì, a un certo punto scrive un lungo appello sul gruppo Facebook “Sei di Cittadella se...”. Pubblica la foto della madre, ne denuncia la scomparsa e prega chiunque abbia notizie di farsi avanti. Tuttavia il post dura 24 ore scarse, poi viene cancellato. In famiglia si decide che quello è un affare che deve rimanere privato. Marialaura prende il primo aereo disponibile e torna a Cittadella.



È l’ultimo a vedere Anna prima che di lei si perda ogni traccia. Pranzano insieme e proprio in quel momento hanno anche una discussione. «Niente di grave», assicura lui a chi ora indaga. I carabinieri hanno interrogato persone a loro vicine per capire quale tipo di rapporto ci fosse tra marito e moglie. Ne esce uno spaccato comune a molte famiglie, senza alti né bassi. Una sostanziale buona convivenza. È lui, Enzo Simonetto, a presentarsi in caserma dai carabinieri a metà pomeriggio di lunedì per denunciare la scomparsa di Anna. La notizia gliela dà il titolare dell’azienda in cui lei lavora. Ma il telefono è spento e nessuno più riesce a contattarla.



Lino De Poli è il titolare dell’Allevamento Barcarola di Tombolo, un vecchio imprenditore che riassume tutti i tratti della gente di queste parti. Uno che si è fatto da solo, poco incline alle chiacchiere. Un uomo che non concede facilmente la stima e nemmeno la fiducia. Anna Fasol era riuscita ad avere entrambe. Dopo anni al suo servizio era di fatto la responsabile dell’ufficio amministrativo, colei che aveva le password e le autorizzazioni per tutte le operazioni sui conti correnti. Pare che però da qualche tempo la situazione non quadrasse più tanto. Erano stati rilevati degli ammanchi pesanti. De Poli voleva saperne di più. La sua banca voleva saperne di più. Proprio lunedì l’impiegata era attesa in filiale alle 14.10. Ma lei non si è mai presentata. Da qui la prima telefonata d’allarme.



Qual è la madre che sparisce senza lasciare una spiegazione, non tanto al marito, ma alla figlia? E una spiegazione Marialaura non ce l’ha, visto che è stata lei a scrivere il post su Facebook. Questo è il ragionamento chiave che allontana di molto l’ipotesi della fuga. Una fuga che, vale la pena di ricordarlo, non trova conferme nelle banche dati mondiali che raccolgono informazioni su voli, presenze negli alberghi, uscite dai confini nazionali e prelievi dai conti correnti. Ogni giorno che passa è un inesorabile avanzamento verso la fine tragica. Qualunque essa sia. —