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Vendemmia alle porte, attesi 630 mila ettolitri e primato alle uve bianche

Sui Colli Euganei si inizierà tra una decina di giorni, gli esperti prevedono un’ottima annata. Settemila ettari coltivati, 3700 aziende impegnate, fatturato sui 55 milioni

PADOVA

Scatta il conto alla rovescia per la vendemmia 2018. Tra i filari dei Colli Euganei come in quelli di pianura fra dieci giorni inizia la raccolta delle varietà bianche, su tutte prosecco e pinot grigio, i due vini protagonisti di questa annata che promette bene dopo le difficoltà e il calo produttivo del 2017.

Per la verità qualche viticoltore si è già messo all’opera dopo l’ondata di caldo dei giorni scorsi, raccogliendo l’uva bianca necessaria per la base spumante. Ma si tratta di qua ...

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PADOVA

Scatta il conto alla rovescia per la vendemmia 2018. Tra i filari dei Colli Euganei come in quelli di pianura fra dieci giorni inizia la raccolta delle varietà bianche, su tutte prosecco e pinot grigio, i due vini protagonisti di questa annata che promette bene dopo le difficoltà e il calo produttivo del 2017.

Per la verità qualche viticoltore si è già messo all’opera dopo l’ondata di caldo dei giorni scorsi, raccogliendo l’uva bianca necessaria per la base spumante. Ma si tratta di qualche eccezione concentrata per lo più nella zona meridionale dei Colli Euganei, su vigneti più esposti al sole.

Subito dopo Ferragosto, tra il 16 e il 17, parte la vendemmia programmata in alcune aziende collinari, mentre la raccolta da calendario “ufficiale” inizierà il 20 agosto un po’ ovunque.



Il territorio padovano conta poco più di 7 mila ettari di vigneti, concentrati sui Colli Euganei e nella Bassa Padovana, con una netta predominanza delle uve bianche, ormai più di due terzi del totale. In testa l’uva glera, da cui si ottiene il prosecco, con oltre 2.600 ettari, seguita dal classico merlot con 1.100 ettari, e dal pinot grigio che si attesta poco al di sotto dei mille ettari.

La produzione dovrebbe tornare ai valori del 2016 dopo la flessione dello scorso anno, determinata soprattutto dalle avversità climatiche. Non dovrebbe essere un problema raggiungere gli 800 mila quintali d’uva raccolta e i 630 mila ettolitri di vino ottenuti, per un valore complessivo della produzione intorno ai 55 milioni di euro. Intanto nelle 3. 700 aziende vitivinicole padovane tutto è pronto per la vendemmia.



«Ormai ha poco senso parlare di vendemmia anticipata» afferma Marco Calaon, presidente del Consorzio Vini Doc dei Colli Euganei «perché negli ultimi anni la raccolta è sempre iniziata pochi giorni dopo Ferragosto. La nostra zona di produzione è stata graziata da gelate e grandine e la pioggia è arrivata al momento giusto. Partiamo con il piede giusto e tutti i presupposti per un’annata in netta ripresa, nel segno della qualità.

L’uva è ottima sotto il profilo sanitario e anche le alte temperature di questo periodo non dovrebbero rappresentare un problema. Sarebbe ideale una maggiore escursione termica fra il giorno e la notte in modo da esaltare i profumi e gli aromi, soprattutto delle varietà a bacca bianca. Sul fronte della produzione contiamo di tornare alla situazione del 2016».



Allora furono raccolti circa 50 mila quintali di uve Doc e altri 10 mila di Docg, per un totale di 3,7 milioni di bottiglie con la fascetta della denominazione Colli Euganei. A fare la parte del leone il Fior d’Arancio Docg con 900 mila bottiglie seguito dal Serprino a quota 700 mila e dai rossi. Nel Conselvano e Piovese è atteso invece un vero e proprio exploit, con un balzo in avanti del 30 per cento.



«Stimiamo di tornare ai livelli produttivi di una decina di anni fa» afferma Roberto Lorin, presidente della Conselve Vigneti e Cantine, che conta oltre 700 soci produttori su 1.100 ettari di vigneti. «Se l’anno scorso abbiamo raccolto 150 mila quintali d’uva ora vi sono tutte le condizioni per arrivare ai 200 mila quintali, grazie al clima favorevole e all’entrata in produzione dei nuovi impianti.



Rispetto al passato la situazione si è capovolta sul fronte delle varietà: se allora a predominare erano i rossi, oggi il primato spetta alle uve bianche. Su tutte la glera, di cui ci aspettiamo circa 100 mila quintali, per l’80 per cento destinati alla produzione di prosecco. Avanza anche il pinot grigio a quota 40 mila quintali, seguito da merlot a 22 mila e raboso tra i 10 e i 15 mila quintali».

C’è fermento anche fra le associazioni di categoria: Coldiretti lancia il nuovo servizio vitivinicolo e di assistenza nell’export mentre Confagricoltura chiede di ridiscutere il sistema di assegnazione delle quote di vigneto. –