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«Teneva alla sua indipendenza ma coltivava molte amicizie»

Per la sorella e la nipote  era sanissimo: aveva  ripreso a correre in bici,  una sua vecchia passione, da appena un mese 

BATTAGLIA TERME

La morta di Gianfranco Polenzani ha sconvolto la sorella Luciana e la nipote, Morena Marsilio, residenti a Pernumia, paese natale del cicloamatore. «Stava chiudendo la sua carriera lavorativa» ricorda la nipote, «era a casa da un mese e aveva deciso di riprende una sua vecchia passione, quella per la bicicletta. L’aveva avuta fin da bambino e l’aveva abbandonata negli ultimi vent’anni. Gianfranco non faceva mai giri lunghissimi, tanto da non dirigersi mai verso Teolo o comunqu ...

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BATTAGLIA TERME

La morta di Gianfranco Polenzani ha sconvolto la sorella Luciana e la nipote, Morena Marsilio, residenti a Pernumia, paese natale del cicloamatore. «Stava chiudendo la sua carriera lavorativa» ricorda la nipote, «era a casa da un mese e aveva deciso di riprende una sua vecchia passione, quella per la bicicletta. L’aveva avuta fin da bambino e l’aveva abbandonata negli ultimi vent’anni. Gianfranco non faceva mai giri lunghissimi, tanto da non dirigersi mai verso Teolo o comunque le alte colline. Faceva sempre i soliti 10 chilometri e il solito tragitto. È stata una terribile fatalità».

«Mio zio era sanissimo» aggiunge la nipote, «non aveva alcuna malattia e non sapeva quasi nemmeno dove si trovasse il medio di base. È stato un malore a stroncarlo».

Pur vivendo da solo, Gianfranco Polenzani si circondava sempre di amici. «Per anni ha fatto parte dell’Avis di Monselice» ricorda Morena Marsilio, «a Padova frequentava il circolo ricreativo Punto d’Incontro. Qui aveva trovato tanti amici con cui confrontarsi, scambiare opinioni, battute e passare le giornate, soprattutto i fine settimana. Il circolo era risultato fondamentale per sconfiggere la solitudine».

Polenzani è sempre stato una persona estroversa, con la battuta pronta. «Mio zio abitava ormai da 15 anni da solo e si sapeva arrangiare in tutto: sapeva pulirsi casa, cucinare, non aveva mai bisogno di nessuno. Gli è sempre piaciuto essere indipendente e questa è anche sempre stata la sua forza». Ancora da definire, ovviamente, la data del funerale. —

F.FR.

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