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Comuni chiamati a rispondere del buco di trenta milioni

Convocata per il 10 agosto l’assemblea che deve approvare i bilanci 2016 e 2017 I sindaci temono di dover ripianare la gestione fallimentare che hanno consentito

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La resa dei conti è arrivata, il Consorzio Padova Sud ha convocato d’urgenza l’assemblea dei soci chiamata ad approvare il bilancio d’esercizio 2016 e 2017 con una passività di poco inferiore ai 30 milioni di euro. All’arrivo della mail Pec ai 58 sindaci dei Comuni aderenti al consorzio di Bassa e Piovese (o per lo meno a molti di loro) è venuto un coccolone. La chiamata è per il 10 agosto alle 9.30 – in seconda convocazione – nella sede di Acque Venete in via Colombo a Monselice. Il pr ...

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La resa dei conti è arrivata, il Consorzio Padova Sud ha convocato d’urgenza l’assemblea dei soci chiamata ad approvare il bilancio d’esercizio 2016 e 2017 con una passività di poco inferiore ai 30 milioni di euro. All’arrivo della mail Pec ai 58 sindaci dei Comuni aderenti al consorzio di Bassa e Piovese (o per lo meno a molti di loro) è venuto un coccolone. La chiamata è per il 10 agosto alle 9.30 – in seconda convocazione – nella sede di Acque Venete in via Colombo a Monselice. Il presidente Alessandro Baldin precisa che se qualche sindaco è impossibilitato a intervenire può mandare un assessore o un consigliere comunale con delega.



Ai sindaci viene chiesto di approvare il bilancio del 2016 e del 2017 con una perdita di circa 30 milioni di euro, ovverola voragine ereditata da PadovaTre. Si tratta di soldi che il Consorzio deve restituire a Sesa (21 milioni), De Vizia (7 milioni) e qualche spicciolo a qualche Comune. La domanda ricorrente è perché questi debiti insoluti siano finiti nella nuova società che si occupa della smaltimento rifiuti e non siano rimasti, per così dire, nel fallimento Padova Tre.



Alcuni sindaci dopo l’arrivo della Pec non dormono la notte, hanno paura che votare sì a quei bilanci possa significare far rischiare il fallimento al proprio Comune. Anche perché dal punto di vista giuridico – almeno in linea teorica – il totale delle perdite potrebbe venir richiesto ad ogni municipalità.

L’esercizio più pesante è quello chiuso al 31 dicembre 2016 che riporta un risultato negativo pari a 23.530.775 euro. «Tale situazione di crisi ha condotto i consorziati a deliberare il 7 aprile 2017 la procedura di ristrutturazione del debito di Padova Sud con la quale ha intenzione di risanare la propria esposizione debitoria e garantire la continuità aziendale fino al termine della concessione» così recita una nota a margine del bilancio.

In 5 anni il debito verrebbe rimodulato pur di mantenere la concessione. La paura delle amministrazioni comunali è che Sesa e De Vizia pareggino i loro crediti alzando la tariffa e quindi che, alla fine, a pagare il maxi buco saranno tutti i cittadini. «La svalutazione pari a 21.363.751 euro» recita sempre l’analisi «si riferisce ai “Costi Sospesi – ex Padova Tre Srl” per euro 13.396.327, ai “Costi Sospesi – ex Consorzio Bacino PD3” per euro 5.784.660, e ai “Costi Sospesi – ex Consorzio Bacino PD4” per euro 2.182.764 euro, e tali costi sospesi rappresentano maggior costi sostenuti nella gestione dei servizi di igiene urbana di esercizi precedenti per i quali l’assemblea dei soci del Consorzio aveva deliberato la loro iscrizione nel bilancio dell’esercizio 2014 nonché il loro recupero economico/finanziario attraverso la ripartizione nelle entrate dei successivi sette esercizi delle gestioni dei servizi di igiene urbana. Pertanto si è proceduto alla loro totale svalutazione in quanto sono venuti a mancare i presupposti per la correlazione a un loro futuro recupero negli esercizi successivi. Inoltre Il Cda, in conseguenza di quanto sopra esposto, ha ritenuto opportuno procedere alla stanziamento di un fondo oneri specifico denominato “Fondo copertura differenze di gestione” al fine di accantonare per l’esercizio 2016 ulteriori 2.212.399 da destinare a parziale copertura dei suddetti costi sospesi e in attesa delle disposizioni dell’assemblea dei soci». —