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Bimba sente per la prima volta il suono della sua voce a 8 anni

la storiaOSPEDALETTO EUGANEO. Dall’Ucraina al Veneto per iniziare a sentire. Grazie ai progetti dell’Associazione Abc, alle cure dell’Usl 6 Euganea e a due protesi regalate dall’Amplifon, una bambina...

la storia

OSPEDALETTO EUGANEO. Dall’Ucraina al Veneto per iniziare a sentire. Grazie ai progetti dell’Associazione Abc, alle cure dell’Usl 6 Euganea e a due protesi regalate dall’Amplifon, una bambina di otto anni per la prima volta ha potuto sentire il suono della propria voce. La storia è quella di Irina (nome di fantasia), bambina ucraina di otto anni, sorda dalla nascita e con gravi problemi di dislessia. Assieme ad altri 47 ragazzini – tutti provenienti dall’Ucraina e in particolare dagl ...

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OSPEDALETTO EUGANEO. Dall’Ucraina al Veneto per iniziare a sentire. Grazie ai progetti dell’Associazione Abc, alle cure dell’Usl 6 Euganea e a due protesi regalate dall’Amplifon, una bambina di otto anni per la prima volta ha potuto sentire il suono della propria voce. La storia è quella di Irina (nome di fantasia), bambina ucraina di otto anni, sorda dalla nascita e con gravi problemi di dislessia. Assieme ad altri 47 ragazzini – tutti provenienti dall’Ucraina e in particolare dagli istituti di Konotop e Špola – la bambina è arrivata nella Bassa grazie all’Associazione Abc di Ospedaletto Euganeo, da vent’anni impegnata nell’accoglienza di bambini dell’Est. Oltre all’amore e al sorriso, questi bambini trovano in Veneto anche cure e attenzioni mediche, che spesso mancano nel loro Paese. Ed è quello che ha trovato Irina, che dalla nascita convive con i forti limiti uditivi e comunicativi.

Le visite del primario del reparto di Orl dell’ospedale Madre Teresa di Calcutta a Schiavonia, il dottor Marcello Lunghi, in accordo con il direttore dell’Usl Domenico Scibetta, hanno rilevato un’ipoacusia grave non curabile attraverso intervento. In soccorso è intervenuta l’Amplifon, che ha messo a disposizione gratuitamente due protesi con cui oggi la bambina sente perfettamente. «Lunedì Irina è ripartita per tornare nel suo Paese, ma non per riprendere la vita di prima» raccontano orgogliosi dall’Associazione Abc «Ha portato con se il frinire delle cicale di questa calda estate, un verso prima precluso al suo orecchio, ma ha portato con sé anche spiragli per un’esistenza migliore, perché probabilmente è in tempo per recuperare la dislessia: potrà parlare correttamente e quindi esprimere concetti e sentimenti che fino ad ora le erano rimasti confitti dentro».

Irina potrà allargare le relazioni e arricchire la sua brillante intelligenza. Imparerà a leggere e a scrivere e tutto questo forse basterà a toglierla dall’angolo dei “diversamente abili”, «in ambienti così difficili tanto basta per venire emarginati. E potrà continuare nel suo viaggio della vita, magari facendo la spola tra l’Ucraina e l’Italia grazie ad Abc. —

Nicola Cesaro.