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Adescato sui social da una “lei” e rapinato all’appuntamento

Quarantenne chatta con una ragazza e si accorda per un incontro a Cittadella Ma al posto della donna sbucano due sconosciuti che gli strappano il portafogli

CITTADELLA

Lo "adesca" via Facebook, gli dà appuntamento in una via di campagna a Cittadella e a dargli il benvenuto arrivano due individui incappucciati che lo bloccano e lo rapinano del portafogli con dentro 200 euro. Un appuntamento online decisamente nefasto quello cui è andato incontro un quarantenne di San Pietro in Gu, che ha denunciato l'accaduto ai carabinieri. L’aggressione si è consumata lunedì alle 21.30 in via Ca' Borina, a Santa Croce Bigolina.

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CITTADELLA

Lo "adesca" via Facebook, gli dà appuntamento in una via di campagna a Cittadella e a dargli il benvenuto arrivano due individui incappucciati che lo bloccano e lo rapinano del portafogli con dentro 200 euro. Un appuntamento online decisamente nefasto quello cui è andato incontro un quarantenne di San Pietro in Gu, che ha denunciato l'accaduto ai carabinieri. L’aggressione si è consumata lunedì alle 21.30 in via Ca' Borina, a Santa Croce Bigolina.



La vittima ricostruisce la vicenda: «Una ragazza mi ha contattato sabato via Messenger, la chat di Facebook. Mi ha chiesto dove abitassi, che lavoro facessi, se avessi voglia di conoscerla. Io sono andato a vedere il suo profilo: era giovane, carina; quindi le ho dato riscontro. Non è la prima volta che conosco persone attraverso i social, donne o uomini, da alcuni scambi su internet sono nate anche delle amicizie, in altri casi si è esaurito tutto in un incontro». Il link inizia a maturare: «Mi ha detto che lavorava in un pub, a Bassano, che faceva i turni, e che avremmo potuto vederci a Santa Croce Bigolina. Mi sembrava, dal tono della conversazione, una ragazza normale, insospettabile». Domenica arriva il nuovo contatto: «Mi ha scritto: "Ciao, come va?" Le ho risposto che avevo piacere di conoscerla e allora lei mi ha detto che lunedì finiva di lavorare alle 21 e che avremmo potuto mangiare qualcosa insieme».

Il giorno dopo arriva la conferma. «Mi ha detto di andare in via Ca' Borina, le ho chiesto il numero di cellulare nel caso fossero sorti problemi. E allora mi ha dato una risposta strana, che mi ha suscitato qualche sospetto: diceva che non aveva la sim e che usava il wi-fi a casa». Arriva lunedì sera e mentre la vittima sta percorrendo la stradina dell’appuntamento le arriva un messaggio: «Ti ho visto passare, torna indietro e fermati sul vigneto». Ignaro, l'uomo scende dall'auto e si accende una sigaretta. Ma al posto della giovane «sono arrivate due persone incappucciate, a piedi».



«Non hanno detto una parola, uno di loro mi ha gettato a terra e bloccato le mani, mentre il complice mi ha frugato nelle tasche sottraendomi il cellulare, le chiavi dell'auto e il portafogli. Non ho neanche avuto il tempo di rendermi conto di quello che stava succedendo. Sono scappati subito, in mezzo ai campi. Quello che mi ha bloccato aveva un passamontagna bianco, l'altro scuro. Non mi hanno fatto del male. Per chiamare i carabinieri sono andato nella casa più vicina chiedendo aiuto».

Le forze dell'ordine hanno trovato sia il cellulare che le chiavi della vettura; nessuna traccia del portafogli, dentro c'erano 200 euro. «Per fortuna non c'erano i documenti».

E la fantomatica donna? «Poco dopo l'agguato mi ha scritto: “Sto uscendo ora, dove sei?” Pensava di costruirsi un alibi?», chiosa amaro il rapinato. —