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Rimasto disoccupato si era dato da fare con mille lavoretti

Determinante per l’arresto dopo più di una settimana la comparsa di un’altra persona che avrebbe assistito al drammatico episodio

CODEVIGO. Valerio Nordio abita a Conche da una decina anni. Dopo una vita trascorsa a Chioggia, sua città di origine, si era trasferito nella frazione che si affaccia sulla laguna, in un appartamento di una palazzina di via del Mulino insieme la moglie. Ha un figlio, sposato, che abita nel Piovese.

Da quando aveva perso il lavoro si era comunque sempre dato da fare, arrangiandosi con lavoretti, tra cui anche quello di autista di bus privati. Non molto conosciuto in paese, è comunque benvoluto ...

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CODEVIGO. Valerio Nordio abita a Conche da una decina anni. Dopo una vita trascorsa a Chioggia, sua città di origine, si era trasferito nella frazione che si affaccia sulla laguna, in un appartamento di una palazzina di via del Mulino insieme la moglie. Ha un figlio, sposato, che abita nel Piovese.

Da quando aveva perso il lavoro si era comunque sempre dato da fare, arrangiandosi con lavoretti, tra cui anche quello di autista di bus privati. Non molto conosciuto in paese, è comunque benvoluto da alcuni anziani che abitano vicino a lui e spesso ricevono il suo aiuto. Chi lo conosce lo descrive come una persona propositiva che, nonostante la mancanza di lavoro, ha sempre cercato di trovare delle soluzioni con le proprie forze, senza mai andare a bussare alla porta del Comune o chiedere aiuti in giro. Persone vicine a lui riferiscono che al momento non risulterebbe abbia particolari problemi economici, perché aveva ricevuto la liquidazione dalla Mantovani e sta percependo la Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione.

Determinante per l’arresto, avvenuto oltre una settimana dopo l’episodio, sembra essere stata la comparsa di una nuova testimone. Inizialmente, infatti, l’impianto accusatorio si basava soltanto sul racconto della badante bielorussa che lo aveva colto di sorpresa. Racconto tutto da verificare anche perché in ospedale esisterebbe un “giro” di badanti dell’Est pronte ad accaparrarsi, senza scrupoli, il lavoro di assistenza tra i letti dei reparti.

Si è cercato di assodare in questi giorni se le accuse mosse dalla donna fossero fondate oppure si trattasse di una maniera per screditare un familiare nella sua capacità di assistere correttamente un paziente e quindi creare l’esigenza di ingaggiare una persona “del mestiere” che potesse assistere in maniera professionale, e quindi retribuita, l’anziana. —

Alessandro Cesarato.