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Filippo e Giovanni, un’amicizia che ha sconfitto anche il male

Uno ha vinto la leucemia, l’altro sta inseguendo il sogno di diventare calciatore. Tra loro un rapporto nato al catechismo e cresciuto insieme alla loro grande fede



CAMPOSAMPIERO. Filippo Carraro e Giovanni Fabbian, le loro storie di vita, testimonianze di una società che funziona. Cresciuti insieme fin da bambini a Rustega, oggi, a soli 15 anni, hanno già sperimentato la sofferenza, la solidarietà, le gioie della vita e sono pronti a conquistare il loro futuro.



Filippo Carraro ha appena concluso il primo anno di Istituto tecnico, indirizzo informatico, al "Newton Pertini" ma nel 2014, a 11 anni, si è trovato di fronte a un ostacolo durissimo: la leucemi ...

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CAMPOSAMPIERO. Filippo Carraro e Giovanni Fabbian, le loro storie di vita, testimonianze di una società che funziona. Cresciuti insieme fin da bambini a Rustega, oggi, a soli 15 anni, hanno già sperimentato la sofferenza, la solidarietà, le gioie della vita e sono pronti a conquistare il loro futuro.



Filippo Carraro ha appena concluso il primo anno di Istituto tecnico, indirizzo informatico, al "Newton Pertini" ma nel 2014, a 11 anni, si è trovato di fronte a un ostacolo durissimo: la leucemia. Uno shock iniziale che Filippo ha subito affrontato con l'aiuto di tutta la sua famiglia e della comunità in cui vive. Una storia durata un anno e iniziata con le prime cure nel reparto di oncoematologia pediatrica dell'ospedale di Padova da dove, in sei mesi, è potuto tornare a casa solo 3 volte per non rischiare infezioni; al suo fianco, alternandosi giorno e notte, mamma Gina, papà Fabio e i fratelli Simone e Marco. Poi la prima luce in fondo al tunnel: il midollo osseo di Simone, che oggi ha 19 anni, è compatibile e può guarire Filippo. Partono così le procedure che portano al trapianto, mentre a Rustega si organizzano gruppi di preghiera collettivi per aiutare, anche con la fede, la famiglia Carraro.



L'operazione va a buona fine, «medici e personale dell'ospedale di Padova sono stati bravissimi» e per Filippo, l'anno continua a casa, tra mille precauzioni e con le mascherine sempre indosso. I docenti della media "Parini" lo aiutano a non perdere le lezioni e un amico speciale, Giovanni Fabbian, va a casa di Filippo insieme al parroco don Marco Scattolon per le lezioni di catechismo in preparazione della cresima. Giovanni Fabbian ha la stessa età di Filippo Carraro e un sogno: diventare calciatore. Un sogno appena sfiorato dal nonno Gabriele, arcigno difensore del Giorgione, visionato nel 1957 da Nereo Rocco, all'epoca mister del grande Padova giunto direttamente a Rustega per chiedere il ragazzo al padre che però non lo fece partire, essendo l'unico figlio maschio che poteva seguire i campi. Iniziato al calcio dal papà Alberto, oggi amatore over 50 nella squadra del compianto Bobo Ballan, Giovanni, al Domenico Savio prima e al Campetra poi, dimostra di avere talento e carisma per guidare il centrocampo.



Da Camposampiero, con le raccomandazioni di mamma Annalisa, il balzo a Padova è quasi automatico e, a causa degli impegni sportivi, Giovanni si trova a frequentare il catechismo fuori orario, insieme a Filippo Carraro. Qui si cementano l'amicizia e la solidarietà tra i due ragazzi guidati da don Marco, che domenica, nella sua consueta cartolina, ne ha ricordato i valori. Oggi per Filippo la leucemia è un ricordo mentre Giovanni, dopo aver vinto lo scorso anno il campionato italiano under 15 con il Padova allenato da Claudio Ottoni (un titolo nazionale a Padova mancava da 28 anni), è stato ingaggiato dall'Inter e a settembre, insieme al compagno di squadra Federico Bailo di San Giorgio delle Pertiche, si trasferirà nel centro sportivo giovanile di Interello (a Cormano) per allenarsi e continuare i suoi studi liceali. Giovanni e Filippo, due ragazzi normali ma anche speciali, uniti dall'amicizia, dal coraggio e dalla fede. Un giorno, saranno a San Siro insieme, l'uno in campo, l'altro in tribuna. —