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«Rigenerazione di tutta la zona Penso anche alle Acciaierie»

L’assessore all’urbanistica gestirà la trasformazione legata all’arrivo dell’ospedale «Ma non c’è consumo di suolo Sono progetti di 10 anni fa»

«La nostra idea è quella di inserire anche l’area delle Acciaierie Venete in un grande progetto di rigenerazione urbana. È ancora presto per parlarne, ma ci confronteremo con i privati». Il vicesindaco Arturo Lorenzoni, che gestisce la delega all’urbanistica, dovrà gestire anche la trasformazione di San Lazzaro che, oltre all’ospedale, vedrà sorgere anche un nuovo quartiere di servizi sanitari, inevitabilmente collegato al nuovo polo.

«Ma non iniziamo a parlare di consumo di suolo, perché qu ...

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«La nostra idea è quella di inserire anche l’area delle Acciaierie Venete in un grande progetto di rigenerazione urbana. È ancora presto per parlarne, ma ci confronteremo con i privati». Il vicesindaco Arturo Lorenzoni, che gestisce la delega all’urbanistica, dovrà gestire anche la trasformazione di San Lazzaro che, oltre all’ospedale, vedrà sorgere anche un nuovo quartiere di servizi sanitari, inevitabilmente collegato al nuovo polo.

«Ma non iniziamo a parlare di consumo di suolo, perché questi sono progetti di dieci anni fa e quindi quello è un suolo già consumato – osserva ancora Lorenzoni – Ovviamente i privati hanno ottenuto la libertà urbanistica di costruire quello che vogliono, grazie alla cessione al Comune delle aree. Ma è altrettanto scontato che dovranno contrattare con noi i termini edilizi e la gestione degli spazi».

Il vicesindaco, dunque, mette le mani avanti, e dopo l’approvazione della variante al piano urbanistico attuativo di San Lazzaro (il cosiddetto “Ir2”), prova a sgombrare il campo dalle ipotesi dei tre grattacieli da 30 e 20 piani ai confini con il nuovo ospedale a Padova Est.

Il Piano urbanistico attuativo era stato adottato dalla giunta Bitonci esattamente due anni fa, ed è arrivato all’approvazione venerdì scorso, con in mezzo il cambio di giunta e la vittoria del duo Giordani-Lorenzoni. Un provvedimento che lascia ai proprietari delle aree di San Lazzaro la massima libertà urbanistica, senza dettare vincoli di quote residenziali, commerciali o direzionali, sui 189 mila metri cubi (di cui 160 mila della Via San Lazzaro Properties e i restanti della Galzignano Immobiliare) previsti nei 65.859 metri quadri rimasti nelle mani dei privati dopo la cessione di 174 mila metri quadri al Comune.

Nella delibera approvata dalla giunta e firmata proprio da Lorenzoni, sono ancora allegati i “draft” presentati dagli architetti Angelo Barbato e Gianfranco Zulian, che ipotizzano un grattacielo alto 86 metri, più altri due da 64 metri, oltre a due strutture commerciali con 59.784 metri quadri di superficie lorda di pavimento.

«È tutta roba vecchissima che serve solo per calcolare gli standard urbanistici – ha spiegato il vicesindaco – Ma sono sicuro che quel progetto sarà completamente modificato dai privati. E non perché lo imporremo noi, che non vogliamo avere niente a che farci e non ne abbiamo neanche il potere, ma perché nel frattempo è cambiata la viabilità ed è cambiato anche il mercato per r valorizzare quell’area. Io non riesco a contestualizzare grattacieli di quel tipo, perché bisogna immaginarli rispetto al futuro ospedale, e fin tanto che non avremo il progetto del nuovo polo sanitario, tutto il resto è inimmaginabile». —

Luca Preziusi

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