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La doppia vita del giardiniere in casa un museo di opere rubate

Aveva sottratto quadri e specchiere dalla villa di un imprenditore di Verona È stato scoperto grazie alle telecamere. Potrebbe aver commesso altri furti

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Tecnicamente è un invalido che vive della sua pensione e di qualche soldo rimediato con piccoli lavori di giardinaggio, ma in casa aveva quadri e oggetti d’arte per oltre 120 mila euro. Così i carabinieri hanno scoperto la doppia vita di un sessantaduenne di Montagnana, riconosciuto come l’autore di un grosso furto a casa di un imprenditore. E potrebbe non essere l’unico.

L’indagine inizia il 2 giugno scorso, con la denuncia presentata ai carabinieri di Verona da un imprenditore che s ...

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Tecnicamente è un invalido che vive della sua pensione e di qualche soldo rimediato con piccoli lavori di giardinaggio, ma in casa aveva quadri e oggetti d’arte per oltre 120 mila euro. Così i carabinieri hanno scoperto la doppia vita di un sessantaduenne di Montagnana, riconosciuto come l’autore di un grosso furto a casa di un imprenditore. E potrebbe non essere l’unico.

L’indagine inizia il 2 giugno scorso, con la denuncia presentata ai carabinieri di Verona da un imprenditore che si è ritrovato la casa svuotata di tutte le opere d’arte: sette quadri, di cui uno del noto pittore Eugenio Zampighi, tre specchiere, un crocifisso di pregio. L’imprenditore in questione è il titolare di una Spa che opera nel campo delle intermediazioni finanziarie e immobiliari. Abita a Verona ma possiede un’abitazione anche a Baone. L’azienda ha sedi a Padova e Montagnana.

Dunque con la denuncia del 2 giugno scattano gli accertamenti. E il primo accertamento, da un po’ di anni a questa parte, quando c’è un furto, è andare a vedere i filmati delle telecamere. Nel caso specifico si vede proprio l’immagine di un uomo che entra ed esce dall’abitazione. I carabinieri fanno vedere il video all’imprenditore e quello quasi stenta a crederci. «Il giardiniere!». L’autorità giudiziaria delega una perquisizione ai militari della stazione di Montagnana, che bussano alla porta dell’invalido sessantaduenne e si ritrovano davanti una specie di museo. Non solo individuano tutto il materiale sparito dalla villa del derubato ma ne trovano anche altro. La situazione è talmente articolata che si rende necessario l’intervento dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia. Al di là delle opere riconducibili all’imprenditore che ha fatto denuncia, bisogna capire da dove arrivano tutte le altre, stabilire se sono rubate, individuarne la provenienza e soprattutto il valore. Per questo è stata avviata una sorta di catalogazione, chiamando in causa gli esperti del settore.

Quanto al sessantaduenne (C.M. le sue iniziali), ora si ritrova denunciato a piede libero per furto in abitazione. Si fatica a capire come pensasse di uscirne indenne, visto che in casa durante il sopralluogo segni di scasso non ne erano stati trovati e lui, in quanto collaboratore domestico, aveva una copia delle chiavi.

Peraltro, la perquisizione nella sua abitazione è stata un mese dopo il furto e ancora teneva tutto il materiale rubato in casa. Gli investigatori dell’Arma stanno cercando di capirne di più, analizzando anche i suoi contatti, le sue relazioni, passando quindi al setaccio la sua vita di normalissimo giardiniere a tempo perso. —