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Schianto all’alba dopo la cena con gli amici Muore a 27 anni

Enrico Zinato stava rincasando a Vallonga da Candiana Il frontale con un furgone sulla Sr 516 a Piove di Sacco





Ancora una giovane vita spezzata sulle strade del Piovese. Questa volta il destino si è accanito contro Enrico Zinato, ventisettenne stagista di una catena di supermercati, rimasto coinvolto nel cuore della scorsa notte in un fatale incidente stradale. Di ritorno a casa dopo una serata passata a Candiana con i compagni di squadra del calcio, con la sua auto si è scontrato frontalmente con un furgoncino che proveniva in senso opposto. È morto sul colpo.



Enrico Zinato stava percorrendo con ...

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Ancora una giovane vita spezzata sulle strade del Piovese. Questa volta il destino si è accanito contro Enrico Zinato, ventisettenne stagista di una catena di supermercati, rimasto coinvolto nel cuore della scorsa notte in un fatale incidente stradale. Di ritorno a casa dopo una serata passata a Candiana con i compagni di squadra del calcio, con la sua auto si è scontrato frontalmente con un furgoncino che proveniva in senso opposto. È morto sul colpo.



Enrico Zinato stava percorrendo con un vecchio modello di Fiat Panda la Sr 516 in direzione di Vallonga, dove abitava con i genitori in via Caresin. Erano da poco passate le 4. Superato l’abitato di Pontelongo, era appena entrato nel territorio di Piove di Sacco imboccando il tratto di rettilineo denominato via Borgo Botteghe. Lo scontro è avvenuto all’altezza dell’incrocio con vicolo Monte Berico. Per cause in corso di accertamento, forse un colpo di sonno, la Panda ha invaso la corsia opposta, finendo con lo schiantarsi contro un furgone Peugeot che trasporta medicinali. L’impatto è stato tremendo. Il furgone, che con una manovra disperata ha svoltato verso destra, è finito fuori strada nel fossato. La Fiat Panda, dopo avere cambiato senso di marcia per il colpo, è rimasta lì, in mezzo alla strada, trasformata in un groviglio di lamiere. Zinato è rimasto dentro, intrappolato nell’abitacolo e ormai privo di vita. Inutili per lui i soccorsi che arrivano nel giro di pochi minuti, allertati dal primo automobilista di passaggio. Grave, ma non in pericolo di vita, il conducente del furgone Peugeot Boxer, E. I., un trevigiano di 26 anni che è stato trasportato all’ospedale “Immacolata Concezione”. Nell’incidente è stata coinvolta anche una terza auto, che è arrivata subito dopo il primo scontro e che è riuscita ad evitare l’impatto. Illesi i due occupanti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, per i rilievi dell’incidente, e i vigili del fuoco che hanno terminato il loro lavoro alle sei. La salma si trova a Piove di Sacco in obitorio a disposizione dell’autorità giudiziaria. I mezzi sono sequestrati.



Enrico abitava con papà Valerio e mamma Antonella a Vallonga in via Caresin, laterale di via Bassa. Una famiglia semplice e genuina, come tante: lui autotrasportatore, lei casalinga. Lascia anche la sorella Silvia e il fratello Andrea, entrambi più grandi di lui e ormai usciti dal nido familiare. Dopo le elementari frequentate a Vallonga e le e medie ad Arzergrande, Enrico Zinato aveva frequentato l’istituto di formazione professionale di Cavarzere (Ve). Dopo essere passato per diversi lavori, negli ultimi mesi stava svolgendo uno stage alla Crai di Legnaro. La sua grande passione era il calcio che praticava da piccolo. Calciatore amatoriale, da un paio di anni si era accasato a Candiana, con l’Us San Michele 2009. Un amore, quello per il pallone, viscerale. Tifoso interista, aveva una vera e propria adorazione per George Best, l’eccentrico fuoriclasse Pallone d’Oro nel 1968.



«Una persona come Enrico» lo ricorda disperato Nicola, uno dei suoi migliori amici, che porta il pensiero anche di tutti i classe’91 della frazione, «nasce ogni mille anni: rimarrà nel cuore delle persone di Vallonga per l’eternità: lo porteremo sempre nelle nostre anime e sulla nostra pelle». «Un ragazzo testardo» lo ricorda Nicolò, altro suo coetaneo, «ma che ha saputo ovunque farsi volere bene. Nella quotidianità e nei piccoli gesti sapeva sempre essere generoso con gli altri». «La tristezza» ha aggiunto il sindaco Filippo Lazzarin esprimendo il cordoglio di un’intera comunità «è grande. Ora siamo tutti vicini alla sua famiglia, composta da persone buone e discrete». —