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Nel rione dello spaccio le sentinelle sono pronte «Qui non c’è sicurezza il sindaco conti su di noi»

IL RACCONTO Speranza e fiducia accompagnano il “Controllo di vicinato”, progetto di sicurezza partecipata presentato mercoledì sera alla cittadinanza in via Curzola. L’idea nasce dal Protocollo d’inte...

IL RACCONTO



Speranza e fiducia accompagnano il “Controllo di vicinato”, progetto di sicurezza partecipata presentato mercoledì sera alla cittadinanza in via Curzola. L’idea nasce dal Protocollo d’intesa sottoscritto alcune settimane fa in Prefettura dal sindaco Giordani e da alcuni comuni vicini (Albignasego, Vigodarzere, Selvazzano Dentro e Montegrotto Terme). Prima di tutto convince la strategia: il coinvolgimento di “sentinelle” attive, capaci di segnalazioni precise e affidabili, contro ...

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IL RACCONTO



Speranza e fiducia accompagnano il “Controllo di vicinato”, progetto di sicurezza partecipata presentato mercoledì sera alla cittadinanza in via Curzola. L’idea nasce dal Protocollo d’intesa sottoscritto alcune settimane fa in Prefettura dal sindaco Giordani e da alcuni comuni vicini (Albignasego, Vigodarzere, Selvazzano Dentro e Montegrotto Terme). Prima di tutto convince la strategia: il coinvolgimento di “sentinelle” attive, capaci di segnalazioni precise e affidabili, contro spaccio, furti e vandalismi; piace che l’Amministrazione stringa un patto con i suoi cittadini; infine conquista la filosofia di sicurezza dal basso, ma senza eroismi e con tanto di formazione da parte della polizia municipale.

SI INIZIA DALLA PERIFERIA

La prima mappa individuata per questo laboratorio comprende via Santissima Trinità, via Faggin, via Zara, via Annibale Da Bassano, via Menotti, via Ticino, via Tunisi e via Bernina. Ieri mattina è bastata una passeggiata in questo perimetro della Santissima Trinità, per avere conferma che il quartiere conosce il progetto ed è pronto a sostenerlo. Adesso tocca ai cittadini fare la loro parte e la prima impressione è che siano tanti quelli pronti.

pronti a collaborare

«Ben venga tutto per la sicurezza», scandiscono Amabile Dirauso e il marito Renato Gnoato, residenti alla Santissima dal 1978. «Ma questa idea in particolare ci sembra utile. Purtroppo viviamo in una zona difficile, da anni non ci sentiamo sicuri e qui circolano molte persone che commettono reati – in primis lo spaccio – senza paura di niente. Portiamo a spasso il nostro cane tutti i giorni, più volte, e sappiamo bene di cosa parliamo: tante volte abbiamo chiamato le forze dell’ordine perché davanti ai nostri occhi si consumavano atti illegali. Nel nostro piccolo siamo sempre stati cittadini attivi». In particolare la signora Amabile si prende cura di una colonia di gatti in via Sarpi e qui quotidianamente “combatte” con i pusher che utilizzano il ricovero dei mici come “base operativa”: «Ho trovato molte volte sacchetti e ovuli nascosti tra le cucce», riferisce la donna, «naturalmente ho buttato via tutto e ho chiamato la polizia e puntualmente ho subito danni alla colonia: cuccette spaccate e tutto per aria». Anche il commercio sta con Giordani: «Da un paio di mesi la situazione è migliorata», rivela il tabaccaio di via Annibale da Bassano, Claudio Cafuri. «Ma ci sono angoli che continuano ad essere critici: il bar accanto a me è stato chiuso 15 giorni per ordine pubblico e poi altri 15 giorni con chiusura anticipata; un mio cliente è stato aggredito mentre prendeva le sigarette alla macchina automatica». Tuttavia c’è anche chi, pur giudicando positiva l’iniziativa, non nasconde il timore di una deriva razzista: «Intuisco alcuni movimenti sospetti», racconta Elisabetta, una giovane mamma, «ma nessuno mi ha mai infastidita, eppure esco 4-5 volte al giorno con passeggino e cane. C’è il rischio che un migrante passi un guaio solo perché ha un colore diverso della pelle». —

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