Isabella, a settembre l’appello per i fratelli Sorgato e Cacco

Udienza filtro in aula bunker per la calendarizzazione del giudizio di secondo grado. I legali chiedono di cancellare la premeditazione 

MESTRE. Inizierà a settembre il processo di Appello nei confronti dei fratelli Debora e Freddy Sorgato e di Manuela Cacco, condannati in primo grado per l’omicidio di Isabella Noventa, la segretaria di Albignasego scomparsa la notte fra il 15 e 16 gennaio 2016 e il cui corpo non è mai stato ritrovato. La sentenza di primo grado, pronunciata nel giugno scorso, ha condannato a 30 anni di carcere i fratelli Sorgato e a 16 anni e 10 mesi la complice Cacco per omicidio premeditato e per soppressione di cadavere.

Ieri mattina nell’aula bunker di Mestre si è tenuta un’udienza filtro in cui, presenti i tre imputati, si è solo calendarizzato il procedimento: le udienze sono fissate per il 19 e 25 settembre e il 9 ottobre. La Corte era presieduta da Alessandro Apostoli Cappello, giudice a latere Cinzia Balletti, procuratore generale Giancarlo Buonocore.


A presentare ricorso in Appello sono stati i legali dei tre condannati, convinti che la sentenza sia da riformare, frutto di un processo indiziario che avrebbe punito in modo eccessivo i tre imputati. Gli avvocati Giuseppe Pavan e Massimo Malipiero (per Freddy), Alessandro Menegazzo (per Manuela) e Roberto Morachiello e Luca Motta (per Debora) nelle motivazioni del ricorso sottolineano come se fosse vera la ricostruzione di Manuela Cacco, si sarebbe di fronte al risultato di un evento improvviso non premeditato. Non ci sarebbe stata alcuna pianificazione dell’omicidio, inoltre la ricostruzione presenterebbe diverse incongruenze.

È su questi presupposti che i legali chiedono l’assoluzione e in via subordinata la riqualificazione in omicidio colposo, o, ancora, che venga esclusa l’aggravante della premeditazione. In ogni caso si chiede la revoca della provvisionale.

Il legale di Manuela chiede per la sua assistita l’assoluzione al di là di ogni ragionevole dubbio. Non è dimostrato che l’ex tabaccaia di Camponogara fosse a conoscenza della futura morte violenta di Isabella Noventa. —

E.L.
 

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