Maus, 8 ore di lavoro donate alla famiglia dell’artigiano

È stato deciso nell’assemblea indetta dopo l’infortunio in cui è morto il 44enne L’azienda di Campodarsego contribuirà alle spese per il funerale nel Modenese





Alla Maus cresce la solidarietà per la famiglia di Riccardo Casali Gasparini, 44 anni, titolare della Detto Fatto srl, morto mercoledì cadendo da un’altezza di 3 metri. I lavoratori devolveranno l’equivalente di 8 ore di lavoro alla famiglia Gasparini. La decisione dei 40 dipendenti della Maus è stata presa ieri mattina in assemblea. Grande il dolore e lo sgomento dei lavoratori per la morte l’artigiano di Castelfranco Emilia. La proprietà della Maus parteciperà alle spese per il funerale.



Proseguono le verifiche degli ispettori dello Spisal dell’Usl 6 Euganea per capire il motivo per cui Gasparini non fosse imbragato mentre lavorava sopra il machcinario che doveva essere imballato e spedito. Il drammatico volo non gli ha dato scampo e il poveretto è deceduto per trauma cranico.



Per mantenere alta e prioritaria l’attenzione sui problemi della sicurezza nei luoghi di lavoro, Fim, Fiom e Uilm hanno indetto un’ora di sciopero negli stabilimenti metalmeccanici della provincia entro la prossima settimana con modalità definite dalle Rsu. In tutte le aziende metalmeccaniche della provincia saranno esposte le bandiere sindacali listate a lutto. «La campagna di raccolta fondi per le vittime di infortunio di Cgil, Cisl e Uil Padova, a cui tutti i lavoratori sono stati invitati ad aderire, continuerà a essere alimentata per far fronte alle necessità dei familiari» dichiarano i sindacati, «inoltre solleciteranno nuovamente il Prefetto affinché dia risposta sul confronto avuto con Confindustria».



Cordoglio personale e dell’associazione alla famiglia di Riccardo Gasperini esprime il presidente di Ance Giovani del Veneto, Giovanni Prearo. «La sicurezza sul lavoro» dichiara Prearo, «è una priorità. Le morti bianche sono un fenomeno che lascia ferite profonde nelle famiglie e ha una valenza sociale che va al di là di politica, di bilanci, di costi e norme. Dobbiamo intervenire su questo fenomeno e lo strumento c’è già: il piano sulla sicurezza sul lavoro. Comprendo le ragioni dei sindacati che hanno indetto lo sciopero, strumento che deve mettere al centro del dibattito non solo la questione dei subappalti ma anche quella che riguarda più da vicino la contrattualistica sia nelle grandi aziende ma soprattutto nelle piccole e micro aziende artigiane dove spesso la conoscenza della sicurezza, specialmente in edilizia, manca. È necessario diffondere la cultura della sicurezza e le responsabilità anche ai committenti».



«Torniamo a chiedere alla Giunta Zaia di rispettare gli impegni e di adottare i provvedimenti necessari e non più rinviabili in materia di sicurezza sul lavoro, a partire dal rafforzamento degli Spisal. Nel 2018, 43 morti in Veneto, primato in Italia, molti negli appalti» dice Piero Ruzzante, Leu. «Dal Governo solo annunci e zero fatti» aggiunge il senatore Antonio De Poli. —

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