Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui
Esci

Colesterolo sempre più alto in chi ha bevuto acqua con i Pfas

Pubblicato il sesto bollettino di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta L’uso di pozzi contaminati per irrigare diffonde i veleni





Colesterolo e Pfas continuano a mantenere uno stretto legame. E ancora: chi, nell’Area Rossa, ha consumato ortaggi irrigati con acqua di pozzo, di conseguenza ha concentrazioni di perfluoroalchilici maggiori nel sangue.

È quanto emerge dal sesto bollettino del Piano di sorveglianza sanitaria attivato dalla Direzione prevenzione dell’Area sanità e sociale della Regione, in relazione all’inquinamento da Pfas nel Basso Veneto. Un controllo di matrice sanitaria, per verificare in che modo i Pfa ...

Paywall per contenuti con meter e NON loggati

Paywall per contenuti con meter e loggati

Paywall per contenuti senza meter





Colesterolo e Pfas continuano a mantenere uno stretto legame. E ancora: chi, nell’Area Rossa, ha consumato ortaggi irrigati con acqua di pozzo, di conseguenza ha concentrazioni di perfluoroalchilici maggiori nel sangue.

È quanto emerge dal sesto bollettino del Piano di sorveglianza sanitaria attivato dalla Direzione prevenzione dell’Area sanità e sociale della Regione, in relazione all’inquinamento da Pfas nel Basso Veneto. Un controllo di matrice sanitaria, per verificare in che modo i Pfas incidono nella salute dei cittadini che ne sono entrati in contatto.



Ad oggi sono stati compiuti accertamenti su 13.856 soggetti nati tra il 1975 e il 2002 e residenti nei comuni dell’Area rossa, che sono 31 e che per il Padovano comprendono Montagnana (nell’Area Rossa A) e Urbana e in parte Borgo Veneto, Casale di Scodosia, Lozzo Atestino, Megliadino San Vitale, e Merlara per l’Area Rossa B.

I residenti che hanno ricevuto l’invito a recarsi negli ambulatori di competenza per i primi controlli ed esami del sangue, sono 17.605 (il 39,8% di coloro che sono stati inseriti nel Piano), dunque l’adesione è pari al 60% (che sale al 72, % per gli adolescenti).



Il sesto bollettino conferma elementi già rilevati nei documenti precedenti: il colesterolo è il parametro più spesso “fuori norma” e il valore anomalo aumenta con crescere dell’età. In generale, il 23,56% dei cittadini sottoposti ad esame ha un colesterolo totale fuori dalla norma, percentuale che si allontana notevolmente dalle medie venete e nazionali.

All’aumentare degli anni di esposizione alla contaminazione aumentano inoltre le concentrazioni di Pfoa e Pfos nel sangue. Sono 7.716 le persone (il 56% dei soggetti per ora coinvolti nello screening di primo livello) che sono state prese in carico dall’ambulatorio di secondo livello per approfondimenti di tipo diagnostico e terapeutico.



Il nuovo bollettino regionale ha riportato, dato inedito, anche la concentrazione di Pfoa e Pfos nei soggetti che hanno dichiarato di possedere e utilizzare un orto per la produzione di alimenti di autoconsumo. Il dato è differenziato per area d’impatto e tipologia d’irrigazione: acqua da acquedotto o acqua di pozzo (categoria che comprende acqua da sorgente o da corso o bacino d’acqua superficiale). Si registrano valori maggiori nell’Area Rossa A per chi ha consumato ortaggi irrigati con acqua di pozzo e viceversa per i residenti nell’Area Rossa B, dove l’inquinamento coinvolgeva la sola rete acquedottistica.

«Questo riscontro suggerisce che, a parità di contaminazione dell’acqua potabile distribuita dall’acquedotto, anche la contaminazione dell’ambiente (maggiore nell’Area Rossa A rispetto all’Area Rossa B) abbia avuto un ruolo nel determinare il carico corporeo di Pfas», sentenzia il bollettino.