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Finanziata la condotta irrigua alternativa al fiume Fratta

Investimento di 42 milioni di euro per attingere dall’Adige acqua pulita e distribuirla su 8 mila ettari di colture sino ai territori di Casale e Castelbaldo

MERLARA

Venti chilometri di tubo a cinque metri di profondità per 42 milioni di euro di investimento. L’alternativa all’inquinatissimo Fratta Gorzone ora è realtà: i lavori per “tubone anti-Pfas” potrebbero essere già appaltati a gennaio ed entro tre anni il Consorzio di bonifica Adige Euganeo potrebbe inaugurare l’opera.

L’intervento è tra i più imponenti del Basso Veneto e non a caso prima di passare ad illustrare il progetto nei consigli comunali – lo sta facendo in questa serate il Cons ...

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MERLARA

Venti chilometri di tubo a cinque metri di profondità per 42 milioni di euro di investimento. L’alternativa all’inquinatissimo Fratta Gorzone ora è realtà: i lavori per “tubone anti-Pfas” potrebbero essere già appaltati a gennaio ed entro tre anni il Consorzio di bonifica Adige Euganeo potrebbe inaugurare l’opera.

L’intervento è tra i più imponenti del Basso Veneto e non a caso prima di passare ad illustrare il progetto nei consigli comunali – lo sta facendo in questa serate il Consorzio – l’ente ha voluto che fosse ufficialmente aperta la linea di credito dal ministero dell’Ambiente e da quello delle Politiche agricole.



L’obiettivo di questo intervento è duplice: garantire acqua pulita per l’irrigazione, evitando di attingere dal Fratta Gorzone che è tra i fiumi più inquinati della regione, e minimizzare gli sprechi, anche in vista dei sempre più frequenti periodi di siccità.

Il progetto prevede la realizzazione di un tubo sotterraneo che partirà da Cologna Veneta e arriverà sino a Merlara, precisamente in quella che si chiamerà “derivazione Valbonella”: 19,3 chilometri che toccheranno Pressana, Minerbe, Montagnana, Urbana e che andranno a garantire acqua pulita anche per altri comuni padovani (ad esempio Casale di Scodosia e Castelbaldo) per un totale di 8 mila ettari. Che, conti alla mano, significano almeno mille imprese agricole.

Attualmente l’irrigazione in queste aree avviene attingendo l’acqua dal Fratta Gorzone, dove sono presenti anche minime concentrazioni di Pfas. In futuro, l’acqua arriverà attraverso questa nuova condotta che preleverà direttamente dal canale Leb (acronimo che sta per Lessino-Euganeo-Berico), che a sua volta la pesca dall’Adige, fiume “pulito” per antonomasia.



Il tubone sarà completamente sotterraneo, fino a 5 metri di profondità, e avrà un diametro variabile da 1 a 1,8 metri, garantendo una portata di 2, 5 metri cubi al secondo. Non sono previste opere di pompaggio, visto che la condotta sfrutterà il dislivello che da Cologna Veneta a Merlara è di circa 12 metri. La possibilità di regolare la portata dell’acqua con i nuovi meccanismi tecnologici permetterà, tra le varie cose, di ridurre gli sprechi almeno di un quarto rispetto a quelli registrati oggi.

Il cantiere sarà notevole: basti pensare che sono previsti 600.431 mila metri cubi di scavo, con il recupero di quasi tutto il materiale. «Non era assolutamente scontato mettere d’accorso tutti gli enti, dalla Regione al Ministero passando per i Comuni» commenta Michele Zanato, presidente del Consorzio «Il risultato è che facendo squadra abbiamo portato a casa 42 milioni di euro, garantendo un’opera che per almeno 40 anni risolverà i problemi di questo territorio». —