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Rubava posta e giornali all’anziano vicino: ora rischia il processo

Arraffava tutto ciò che trovava nella cassetta delle lettere. Il 25enne ora è accusato di sottrazione di corrispondenza

VILLA ESTENSE

Gli rubava quotidiani e riviste dalla cassetta della posta e cestinava le buste prive di interesse. «Vedevo che li lasciava lì, non pensavo gli servissero, non credevo di provocargli un danno» è la scusa accampata davanti alla vittima. Ora però N.B., 25 anni, rischia di doversi difendere in tribunale, perché la Procura di Vicenza ha di fatto chiuso le indagini e si appresta a chiederne il processo. Il ragazzo, oggi residente a Villa Estense ma all’epoca dei fatti domiciliato ...

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VILLA ESTENSE

Gli rubava quotidiani e riviste dalla cassetta della posta e cestinava le buste prive di interesse. «Vedevo che li lasciava lì, non pensavo gli servissero, non credevo di provocargli un danno» è la scusa accampata davanti alla vittima. Ora però N.B., 25 anni, rischia di doversi difendere in tribunale, perché la Procura di Vicenza ha di fatto chiuso le indagini e si appresta a chiederne il processo. Il ragazzo, oggi residente a Villa Estense ma all’epoca dei fatti domiciliato in strada Riviera Berica a Vicenza, è accusato di sottrazione di corrispondenza.



I fatti ricostruiti dalla Procura con il pm Silvia Golin risalgono ai primi mesi del 2015. All’epoca, il giovane viveva in un appartamento di una palazzina che sorgeva a due passi dall’abitazione di Nereo Maran, da tempo in pensione. Il vicentino era abbonato a giornali e riviste che il postino gli infilava nella buca delle lettere. Mentre l’anziano era lontano da casa – due settimane di ricovero in ospedale – la posta aveva riempito la cassetta dell’abitazione. Eppure, al ritorno dall’ospedale, ogni corrispondenza era sparita. Nelle settimane successive, in maniera non sistematica ma apparentemente casuale, gli era successo ancora di non trovare il giornale; e aveva anzi appreso di non aver ricevuto la fattura che il dentista gli aveva spedito. E così altre lettere e documenti. Aveva anche fermato il postino, che gli aveva assicurato di non essersi dimenticato di lui.



I primi sospetti che potesse essere stato qualcuno della palazzina di fronte erano arrivati trovando, in un cassonetto della carta, un giornale che non gli era arrivato. E così aveva chiesto un favore a un commerciante con il negozio a due passi: girare per qualche giorno la telecamera per puntarla verso l’ingresso di casa sua. Era stato così che aveva visto un uomo aprire la sua cassetta e allontanarsi con la sua posta. Non sapendo di chi si trattasse, aveva presentato denuncia alla polizia postale. Poi aveva fermato il giovane, che si era scusato e giustificato: «Vedevo che nessuno ritirava la posta. Volevo solo leggermi il giornale». Le buste, invece, le avrebbe cestinate. —