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Prof sotto processo per la relazione con una studentessa

Insegnante nello stesso istituto ma in un’altra classe accusato di “atti sessuali” con una sedicenne 

Alta PADOVANA

La prossima udienza del processo davanti al tribunale di Padova è già stata fissata per il 9 gennaio 2019. Ma è probabile che anche quel giorno, come ieri, lei non sarà in aula. E non si costituirà parte civile contro l’imputato, il professore della scuola che frequentava (ma non era un suo docente) con il quale aveva vissuto una relazione sentimentale.

Sarà allora, tra sette mesi, che si entrerà nel vivo del processo dove amore e regole del cuore sembrano non essere troppo in ...

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Alta PADOVANA

La prossima udienza del processo davanti al tribunale di Padova è già stata fissata per il 9 gennaio 2019. Ma è probabile che anche quel giorno, come ieri, lei non sarà in aula. E non si costituirà parte civile contro l’imputato, il professore della scuola che frequentava (ma non era un suo docente) con il quale aveva vissuto una relazione sentimentale.

Sarà allora, tra sette mesi, che si entrerà nel vivo del processo dove amore e regole del cuore sembrano non essere troppo in sintonia con le regole del diritto. E dove la maggiore o minore età dei protagonisti alza muri impietosi quando, invece, la realtà dei sentimenti è molto più complessa.

Sul banco degli imputati M.C., padovano nato nel 1980, accusato di atti sessuali con una minorenne che gli sarebbe stata affidata “per ragioni di istruzione, educazione, vigilanza” (difensore l’avvocato Anna Maria Beltrame). L’inchiesta era scattata in seguito alla denuncia della dirigente scolastica di un istituto superiore situato nell’Alta Padovana: la preside era stata informata da un’insegnante che la ragazzina (all’epoca 16enne e allieva di una terza) aveva una storia con il docente (non della sua classe) esperto in materie tecnico-scientifiche. A sua volta l’insegnante aveva saputo di quella liaison da un amico e compagno di scuola della 16enne che, evidentemente, aveva nascosto a (quasi) tutti quella relazione pericolosa.

L’amore non ha confini. Di sesso. Di genere. Anche di età, almeno entro certi limiti. E sono quei “limiti” in gioco, in questo processo, anche di fronte al rischio di andare oltre il confine del privato e dell’intimo di due persone che, pur con 19 anni di differenza e ruoli diversi in una scuola, si sono incrociate e amate “nell’anno scolastico 2015/2016” secondo la fredda burocrazia della legge. Del resto l’età non sempre corrisponde alla maturità psico-affettiva di una persona. E la realtà può essere più articolata.

Ma per la legge l’età (minore) è un confine invalicabile quando si parla di sessualità e sentimenti. Così quella relazione sbocciata nei corridoi della scuola era stata notata da più di qualcuno. Non solo. Anche la madre della ragazzina, innamorata di quel “prof”, aveva cominciato a coltivare dei sospetti tanto da andare a sbirciare il cellulare della figlia. E a scovare degli sms tra lei e il suo “amore”. Sms che non lasciavano spazio a dubbi. Messa alle strette dalla mamma, la ragazza aveva confessato di essere innamorata. E di avere una storia con il giovane professore precario che, oggi, insegna in un altro istituto. Lui ha negato qualsiasi forma di costrizione (peraltro il reato contestato è atti sessuali e non violenza sessuale). E ha insistito: lei era pienamente consapevole. Ora deciderà il processo. —