Con il reddito di inclusione Abano avrà gratuitamente un servizio di sorveglianza

I beneficiari del sostegno devono prestare un servizio a favore della collettività Il primo dei dieci aventi diritto lavorerà per 12 ore settimanali

ABANO TERME

Il reddito di inclusione, messo in piedi dall’ex governo Gentiloni, consentirà al Comune di Abano di ottenere un servizio di vigilanza gratuito del territorio. E questo attraverso i soggetti che ne hanno diritto e che devono per legge fornire servizi socialmente utili al Comune di appartenenza.




Il primo cittadino dei dieci aventi diritto che risiedono ad Abano e che presteranno servizio per la collettività sarà, da lunedì prossimo, un 63enne, sposato con figli, rimasto senza lavoro. A lui è stato concesso dallo Stato il reddito di inclusione (600 euro mensili). In cambio dovrà prestare servizio per il Comune attraverso il progetto Ria (reddito di inclusione attiva), promosso dalla Regione. «Per fornire i servizi sociali il soggetto deve affidarsi ad un’associazione e la prima ad aver risposto all’appello è stata l’Unsi, l’Unione nazionale sottoufficiali», spiega Giovanni Amato, capogruppo del Pd in consiglio comunale, ma anche pilastro dell’Unsi. «Il soggetto in questione presterà servizio in via sperimentale da lunedì fino al 31 dicembre. Insomma chi percepisce il reddito di inclusione sta lavorando e fornisce servizi gratuiti al Comune».



«Il cittadino di Abano sarà impiegato per 12 ore settimanali tra la sorveglianza del mercoledì, giorno di mercato, al parcheggio del cimitero, e quella del parco Chico Mendes, dove si verificano atti vandalici e altri episodi poco piacevoli», aggiunge il presidente dell’Unsi Leone Grazzini. «Lavorerà in coppia con un altro volontario dell’Unsi. Teniamo a sottolineare che ci sono sette volontari della nostra associazione che prestano servizio già a favore del Comune come supporto per la vigilanza durante le manifestazioni e gli eventi sportivi». Il sindaco Federico Barbierato aggiunge; «Ci auguriamo che anche gli altri soggetti aventi diritto al reddito d’inclusione possano presto essere impiegato da un’associazione in servizi sociali, che come si può notare possono non essere necessariamente lo stare in biblioteca, ma anche sorveglianza a parchi, parcheggi e magari al nuovo Museo di Villa Bassi».



A proposito di servizio di sorveglianza, non sono finite le novità. «I nonni vigili presteranno anche loro servizio gratuito di sorveglianza dei parchi», annuncia il sindaco. «Controlleranno i ragazzi e quanti si rendono protagonisti di atti vandalici o altro. Tra nonni vigili e i servizi sociali dati dal progetto sul reddito d’inclusione ci porteremo a casa servizi utili alla collettività e a garantire la sicurezza. Partire in questo periodo estivo è fondamentale, dato che solitamente aumentano gli episodi spiacevoli”. —



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