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Piano industriale senza l’edilizia Alla Fip scatta lo sciopero di 8 ore

I sindacati: «Dopo i 65 esuberi del 2017, 115 trasferimenti in una newco e destino incerto per gli altri» Ma i rappresentanti dei metalmeccanici si spaccano: Fiom all’attacco, Uilm più disponibile a trattare

Uno sciopero di 8 ore e un corteo che dalla sede di Fip Industriale a Selvazzano Dentro a Padova ha raggiunto il Municipio per un incontro con il sindaco, nonché presidente della Provincia di Padova, Enoch Soranzo. Così i dipendenti della divisione edile della Fip Industriale, società del gruppo Serenissima come Mantovani, hanno deciso di manifestare il proprio disagio nei confronti di un piano industriale che nei fatti annuncia il disinteresse delle proprietà nei confronti della divisione e ...

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Uno sciopero di 8 ore e un corteo che dalla sede di Fip Industriale a Selvazzano Dentro a Padova ha raggiunto il Municipio per un incontro con il sindaco, nonché presidente della Provincia di Padova, Enoch Soranzo. Così i dipendenti della divisione edile della Fip Industriale, società del gruppo Serenissima come Mantovani, hanno deciso di manifestare il proprio disagio nei confronti di un piano industriale che nei fatti annuncia il disinteresse delle proprietà nei confronti della divisione edilizia dell’azienda.

Una vicenda complessa quella di uno dei gioielli dell’industria del mattone che si era specializzata in lavorazioni antisismiche e che vanta, a tutt’oggi, diverse commesse in Italia e all’estero. Una crisi che viene da lontano e che già nel marzo dello scorso anno era costata il posto a 65 dipendenti, dichiarati in esubero.

«Un’operazione necessaria al rilancio dell’azienda, così ci era stata presentata», ricordano i sindacalisti della categorie degli edili di Cgil, Cisl e Uil. «Ma ad un anno di distanza le cose vanno di male in peggio: dei circa 270 dipendenti rimasti, 115 del settore metalmeccanico sono stati trasferiti alla newco Fip Mec, mentre 91 lavoratori con contratto edile e circa 65 metalmeccanici non si sa che fine faranno. Di certo è che la proprietà ha dichiarato le attività edili non più funzionali allo sviluppo dell’azienda. Ma non basta: anche i 117 lavoratori passati alla newco Fip Mec hanno di che preoccuparsi: l’azienda ha infatti già ipotizzato 35 esuberi se il mercato non rispondesse positivamente».

E se i sindacati che rappresentano i lavoratori dei cantieri sono compatti nel richiedere l’attivazione di un tavolo istituzionale per la tutela dei posti di lavoro ma pure di un patrimonio industriale del territorio, i rappresentanti dei metalmeccanici si spaccano tra chi, come la Fiom (storicamente poco presente in azienda), sceglie di proclamare 8 ore di sciopero in solidarietà ai colleghi e chi, come la Uilm, punta a rimanere ai tavoli aziendali tentando di ottenere tutto il possibile.

«Abbiamo ritenuto fin dal principio che fosse più conveniente per tutti rimanere uniti, edili e metalmeccanici», ha detto Davide Crepaldi della Uilm Uil che segue la vertenza da tempo. «Abbiamo documenti firmati secondo i quali prima di procedere con eventuali licenziamenti l’azienda si impegna ad attendere la fine delle trattative ed a usare tutti gli ammortizzatori sociali disponibili. Lo sdoppiamento del tavolo tra Fip Industriale e Fip Mec complica la vicenda ma siamo pronti a portare a casa i risultati dovuti. Ci siamo trovati costretti però a mandare una diffida a Fip Mec che sta facendo pressione sui lavoratori per abbandonare i sindacati, atteggiamento inaccettabile».

Riccardo Sandre