Consorzio Triveneto personale dimezzato Eccellenza a rischio

L’azienda tecnologica sconta la fusione con il gruppo Nexi  Regione e sindacato alleati per garantire l’operatività

Si dimezza il personale del Consorzio Triveneto, eccellenza padovana del settore della monetica. L’azienda del gruppo Bassilichi rischia di pagare a caro prezzo la riorganizzazione che segue alla fusione per incorporazione con il gruppo Nexi Forte di 139 dipendenti e di un know how di eccellenza soprattutto nel settore dei pagamenti tramite Pos. Consorzio Triveneto aveva garantito alla società del gruppo fiorentino Bassilichi utili milionari anno dopo anno dalla sua acquisizione, circa 10 anni fa: solo nel 2017 il Consorzio Triveneto fatturava 33 milioni di euro con un Ebit a quota 2,8 milioni.

Saranno 35 i dipendenti del call center, specializzato nel settore dei pagamenti elettronici, che verranno acquisiti dalla newco prevista dalla riorganizzazione aziendale mentre altri 35 usciranno dall’azienda secondo un accordo di non opposizione al licenziamento elaborato nel corso di una lunga trattativa su scala nazionale con i sindacati.


L’operazione preoccupa profondamente i lavoratori rimasti, secondo i quali una così drastica riduzione del personale potrebbe avere ricadute pesanti sui risultati di esercizio e sull’operatività dell’azienda già nel prossimo futuro. Una preoccupazione resa ancora più forte da un accordo complessivo che garantisce gli stessi livelli occupazionali in azienda solo fino al 31 dicembre 2019, poco meno di un anno e mezzo da ora.

«Si è trattato di una trattativa complessa che ha interessato complessivamente 400 dipendenti sui circa 1.000 del gruppo in tutta Italia», ha ricordato Cristian Vicoletti della Filcams Cgil di Padova. «Oltre al trasferimento di 250 lavoratori dei call center in una nuova società (35 di questi sono padovani) l’azienda aveva dichiarato 150 esuberi. Noi siamo riusciti a ridurre il numero a 100 e abbiamo introdotto un valido percorso di non opposizione al licenziamento. Ora stiamo lavorando a garantire al territorio il mantenimento di un’eccellenza assoluta nel settore della monetica e dei pagamenti elettronici che è effettivamente a rischio con la drastica riduzione del personale del Consorzio Triveneto».

Regione e sindacato lavorano insieme ad un tavolo di garanzia per l’azienda. «Assieme alla Regione stiamo cercando di garantire al Consorzio Triveneto di rimanere operativa sul territorio nei servizi e nel know how», continua Vicoletti. «Condividiamo i timori dei dipendenti e faremo tutto il necessario per garantire alla comunità padovana e veneta il mantenimento di un’eccellenza industriale in un settore strategico come quello dei pagamenti elettronici».

Riccardo Sandre

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