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«Alla fine giustizia è stata fatta»

Il sindaco Fecchio esulta. Soddisfatta anche Erika Baldin (M5S)

CORREZZOLA. Non sono tardate le reazioni anche politiche sul caso Birolo. «Siamo arrivati» ha detto il sindaco Mauro Fecchio (Lega) «al termine di un lungo calvario giudiziario. Ci son voluti tanti anni ma alla fine giustizia è stata fatta. Il Comune è sempre stato al fianco di Franco e ha fatto la propria parte. Ci auguriamo che ora sia modificata la legge sulla legittima difesa». «Sono molto contenta per Franco» ha affermato il consigliere regionale Erika Baldin (M5S) che più di una volta ...

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CORREZZOLA. Non sono tardate le reazioni anche politiche sul caso Birolo. «Siamo arrivati» ha detto il sindaco Mauro Fecchio (Lega) «al termine di un lungo calvario giudiziario. Ci son voluti tanti anni ma alla fine giustizia è stata fatta. Il Comune è sempre stato al fianco di Franco e ha fatto la propria parte. Ci auguriamo che ora sia modificata la legge sulla legittima difesa». «Sono molto contenta per Franco» ha affermato il consigliere regionale Erika Baldin (M5S) che più di una volta ha fatto visita alla tabaccheria di Birolo in questi anni «è il risultato che auspicavamo. Mi ero impegnata fin da subito a suo favore, sono stata tra i primi e tra i pochi a fargli visita perché situazioni spinose come questa sono sempre difficili da sostenere. Ci ho messo la mia faccia per cui questa è sicuramente una vittoria. Per Franco è la sua famiglia è stato un lungo calvario anche perché in questi anni hanno subito tutta una serie di ingiustizie». «Oggi è una bellissima giornata» ha aggiunto l’assessore regionale con Roberto Marcato (Lega) con un video postato sui social «una notizia meravigliosa. Questo significa che l’aria è cambiata. Forse stiamo iniziando a capire chi sono i buoni e chi sono i cattivi».

La vicenda giudiziaria di cui Birolo è stato protagonista in questi anni all’inizio aveva assunto una piega preoccupante per il tabaccaio di Civè, con la condanna in primo grado.

Sentenza poi ribaltata nel marzo del 2017, quando il tabaccaio è stato assolto dalla terza sezione della Corte d'appello di Venezia. Proprio quando si pensava che tutto fosse finito, alla vicenda si aggiunge invece un inaspettato epilogo.

Lo scorso febbraio Birolo riceve per posta la notifica da parte del tribunale che gli comunica che la sorella di Igor Urso, il moldavo rimasto ucciso durante l’assalto notturno alla tabaccheria di Civè, è ricorsa in Cassazione per impugnare la sentenza della Corte d’appello.

Al terzo grado di giudizio la donna, che risiede a Roma, chiede che sia annullata l’assoluzione e soprattutto ripristinato il maxi-risarcimento di 325 mila euro alle parti civili.

Richiesta che però è stata alla fine respinta dalla Cassazione, che con la sua decisione ha definitivamente archiviato l’intero procedimento.

(al.ce.)