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Polverara, la Corte dei conti chiede 140 mila euro a Rampin

La Procura contabile contesta il danno erariale all’ex sindaca per i lavori di restauro dell’Antico Mulino Dalle relazioni della Finanza emerge come molti interventi siano stati pagati ma mai eseguiti

POLVERARA. «Il conto per favore». E stavolta a presentarlo, e alquanto salato, è la Corte dei conti. L’ex sindaca di Polverara Sabrina Rampin deve rifondere un danno erariale di 142 mila euro. La Procura contabile ha citato lei, Eugenio Righetti e Riccardo Meneghel: questi ultimi, rispettivamente in qualità di direttore lavori e responsabile di procedimento, devono rispondere di soli 5 mila euro di danno erariale e in solido con l’ex sindaca. La vicenda, per cui è in corso anche un procedime ...

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POLVERARA. «Il conto per favore». E stavolta a presentarlo, e alquanto salato, è la Corte dei conti. L’ex sindaca di Polverara Sabrina Rampin deve rifondere un danno erariale di 142 mila euro. La Procura contabile ha citato lei, Eugenio Righetti e Riccardo Meneghel: questi ultimi, rispettivamente in qualità di direttore lavori e responsabile di procedimento, devono rispondere di soli 5 mila euro di danno erariale e in solido con l’ex sindaca. La vicenda, per cui è in corso anche un procedimento penale, è quella dei lavori pagati e non eseguiti, o eseguiti solo in parte, nell’Antico Mulino di Polvera, di proprietà del Comune.

A sollecitare l’intervento della Corte dei conti è stato lo stesso Comune, quando ne è diventata sindaca Alice Bulgarello che ha dato mandato all’Ufficio Tecnico di redigere una relazione che ha raccolto tutti gli elementi che comproverebbero il danno erariale conseguente a pagamenti corrisposti dal Comune quando ne era sindaca Rampin, pur non essendo state realizzate le opere pubbliche commissionate. È intervenuta una seconda relazione della Guardia di finanza - Tenenza di Piove di Sacco - e quindi quella affidata dal pm del procedimento penale in corso a Padova a un consulente.

Alla ditta Edil 2000 sono stati pagati lavori per 317 733 euro, ma quelli eseguiti ammonterebbero a 297 mila euro. Da qui la prima porzione di danno erariale da 20.600 euro. Verdenergia Esco (nel frattempo fallita) doveva fornire una sottocentraole termica per l’Antico Mulino: centrale mai realizzata, pagati 10 mila euro, che si traducono in un danno equivalente. La terza fetta di danno erariale deriva dagli importati che il Comune allora guidato da sabrina Rampin ha saldato in favore della Pengo Filippo Impianti Elettrici: a fronte di oltre 44 mila euro pagati, sono stati eseguiti lavori per appena mille euro. Danno di oltre 43 mila euro. È di 25 mila euro il danno che deriva dai lavori pagati alla ditta individuale Meneghetti Maurizio che ha emesso fatture, pagate, per 45 mila euro ma ha eseguito opere per 5 mila, restituendo tuttavia una parte del dovuto in sede di compensazione.

Euro Safe doveva eseguire lavori per 27 mila euro, mai realizzati ma pagati e quindi tradotti in danno. Infine per i lavori di tinteggiatura interna ed esterna dell’Antico Mulino il Comune aveva pagato alla Chinello Moreno & F.lli quasi 30 mila euro, ma anche in questo caso di lavori non è stata trovata traccia.

Da parte sua la nuova Amministrazione ha preteso da tutte le ditte la restituzione delle somme indebitamente percepite ma soltanto una, la Bozzolan Fabio, ha restituito i 3 mila euro ricevuti per la realizzazione di un parapetto.

Le deduzioni difensive prodotte da Rampin, Meneghel e Righetti, secondo la Corte dei conti non hanno determinato un mutamento nella ricostruzione della vicenda, pertanto sono confermati i presupposti per l’esercizio dell’azione di responsabilità amministrativo-contabile, anche se con una differente ripartizione del danno erariale. Quest’ultimo ammonta complessivamente a 142.245 euro e, secondo la Procura contabile, «deve essere addebitato integralmente a Sabrina Rampin». Nell’ambito della medesima cifra, rispondono in solido con Rampin anche i tecnici Meneghel e Righetti