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Due euro in più per salvare il sociale

Il Comitato dei sindaci dell’Alta ha deciso l’aumento (da 26 a 28) della quota pro capite trasferita nel 2018 all’Usl 6

CITTADELLA. Dopo un anno di incontri e mediazione arriva il piano per salvare i servizi sociali delegati all’Usl 6. Lunedì pomeriggio il Comitato dei 28 sindaci dell’ex Usl 15 Alta padovana, riunito in assemblea a San Giorgio in Bosco, ha assunto l’impegno di riqualificazione della spesa sociale prevedendo un aumento di 2 euro pro capite in più all’anno per il triennio 2018-2020.

Vale a dire che la quota che i Comuni trasferiscono all’Usl 6 Euganea, comprendente funzioni obbligatorie e facolt ...

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CITTADELLA. Dopo un anno di incontri e mediazione arriva il piano per salvare i servizi sociali delegati all’Usl 6. Lunedì pomeriggio il Comitato dei 28 sindaci dell’ex Usl 15 Alta padovana, riunito in assemblea a San Giorgio in Bosco, ha assunto l’impegno di riqualificazione della spesa sociale prevedendo un aumento di 2 euro pro capite in più all’anno per il triennio 2018-2020.

Vale a dire che la quota che i Comuni trasferiscono all’Usl 6 Euganea, comprendente funzioni obbligatorie e facoltative, passa da 26 euro ad abitante a 28 per questa annualità, 30 per la prossima e 32 per il terzo anno. Tradotto in cifre, su una popolazione di 258.000 abitanti dell’Alta padovana, l’aumento per il 2018 sarà di 516.000 euro, di 1.050.000 per il 2019 e di 1.550.000 per il 2019.

Cifre sicuramente importanti, ma ben lontane da quelle paventate a fine 2017, che si aggiravano attorno ai 16 euro in più ad abitante, mettendo in allarme i sindaci impossibilitati a reperire le risorse nei bilanci comunali. I sei euro spalmati nel triennio sono stati possibili grazie all’impegno che la Regione ha assunto per compensare la differenza attraverso un piano triennale di intervento che prevede un trasferimento all’Usl 6, per il Distretto 4 Alta padovana, di 2 milioni e 400 mila euro nel 2018, 1.870.000 per il 2019 e 1.350.000 nel 2020.

«La Regione ha riconosciuto e valorizzato il modello dei servizi socio-sanitari integrati dell’ex Usl 15» afferma soddisfatto il presidente del Comitato dei sindaci Alessandro Bolis «È stato un percorso lungo, fatto di incontri e missive sia con la Direzione dell’Usl 6 che con la Regione. Ho sostenuto con forza l’esigenza che il nostro modello, nato nel 1984 e funzionato alla grande fino ad oggi, non venisse smantellato. Così è stato. Come sindaci non ci siamo sottratti ad aumentarci la quota, nonostante le difficoltà dei bilanci, ma ognuno ha fatto la sua parte. Regione in primis, che ha accolto la nostre voce grazie all’assessore regionale ai Servizi sociali Manuela Lanzarin e agli assessori regionali del territorio Giuseppe Pan e Roberto Marcato. Il finanziamento regionale ci garantisce di contenere le quote comunali e allo stesso tempo di non ridimensionare i servizi. Nulla verrà dunque tolto o ridotto. Ci sarà un nuovo metodo di gestione con maggior coinvolgimento nelle azioni da parte dei Comuni. Una delega, dunque, totale e responsabile. Ringrazio i colleghi per la comprensione in questo lungo periodo, dove si è dibattuto per trovare una soluzione, condivisa all’unanimità. Nella stessa assemblea di lunedì è stata anche accordata una quota comunale di 0,33 euro ad abitante, fino alla copertura di un euro nel triennio, per uniformare le quote di inserimento disabili nei Centri diurni (Ceod) in base alla Dgr 740/2015. Al prossimo esecutivo proporrò anche un fondo di solidarietà per utilizzare eventuali risparmi negli inserimenti dei minori in strutture».