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Rifiuti, Polverara inchioda il Consorzio Padova Sud

Dopo il Tar anche il Tribunale civile dà ragione al Comune sul suo recesso Il sindaco: «È pieno di debiti e spende i soldi dei cittadini in costosissimi avvocati»

POLVERARA. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. E diabolica è la pervicacia con cui il Consorzio Padova Sud ha continuato a ignorare e opporsi alla decisione del Comune di Polverara di non farne più parte, decisione assunta con una delibera di giunta che risale al dicembre del 2015. Dopo una sentenza del Tar ci sono voluti altri due provvedimenti del tribunale civile di Padova. E qualche migliaio di euro di spese legali che i giudici hanno appioppato al Padova Sud.

L’ambito è quello i ...

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POLVERARA. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. E diabolica è la pervicacia con cui il Consorzio Padova Sud ha continuato a ignorare e opporsi alla decisione del Comune di Polverara di non farne più parte, decisione assunta con una delibera di giunta che risale al dicembre del 2015. Dopo una sentenza del Tar ci sono voluti altri due provvedimenti del tribunale civile di Padova. E qualche migliaio di euro di spese legali che i giudici hanno appioppato al Padova Sud.

L’ambito è quello intricato della gestione del servizio rifiuti nella Bassa padovana e nel Piovese che nell’ultimo anno ha già portato al fallimento della Padova Tre srl, sommersa da oltre 30 milioni di debiti. Polverara ha deciso di prendere le distanze dal Consorzio Padova Sud, deliberando a fine 2015 di uscirne. A tale decisione il Consorzio si oppose presentando un ricorso al Tar. E il ricorso fu bocciato. Ciò nonostante il Consorzio non ha provveduto a iscrivere il recesso di Polverara e contro tale inerzia è intervenuto lo scorso febbraio un provvedimento del Registro del Tribunale di Padova. Non ancora pago, il Consorzio si è opposto anche a questo. E di nuovo non ha trovato ragione. È di qualche giorno fa il decreto della prima sezione civile che rigetta il reclamo, conferma l’efficacia del recesso di Polverara e condanna il Consorzio a rifondere al Comune 3.500 euro.

«Siamo soddisfatti della sentenza che sancisce in modo definitivo la nostra posizione, visto che per il Consorzio Padova Sud non era sufficiente la precedente sentenza del Tar. Polverara» rivendica il sindaco Alice Bulgarello, «è uscito ben prima che emergessero tutte le criticità e i “buchi” finanziari. Non ritenevamo il Consorzio funzionale, essendo un doppione del Consiglio di bacino, e abbiamo sempre avuto molti dubbi sul cosa dovesse fare questo ente non obbligatorio. Avevamo capito prima del clamore generale che qualcosa non andava, e che bisognava tutelare i cittadini e i loro soldi». Il fatto di essere usciti dal Consorzio quando ancora aveva il bilancio in attivo non è un dettaglio di poco conto: la Corte dei Conti ha imposto ai Comuni soci copiosi accantonamenti dei loro bilanci a fronte dei debiti del Consorzio che, peraltro, non approva il suo bilancio da due anni. Di più: ai Comuni - proprio in vista dei costi che potrebbe avere sulle loro casse il risanamento del Consorzio - è stato anche bloccato il turn over del personale. «Resta da chiedersi» conclude Bulgarello, «perché un Consorzio non obbligatorio, anche davanti all’evidenza di una sentenza del Tar, abbia deciso di spendere ancora una volta soldi derivanti dalla gestione dei rifiuti, per pagare costosissimi avvocati cercando, invano, di contrastare le legittime scelte che Polverara ha fatto per tutelare i suoi cittadini. Di questo risponderà mai qualcuno?».