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Serenissimi in aula, prosciolti in quindici

Sabato a Rovigo mobilitazione dei venetisti per l’udienza: gli imputati sono scesi da 46 a 31

CASALE DI SCODOSIA. Da 46 a 31. Scendono di un terzo gli imputati rinviati a giudizio per la costruzione del Tanko 2.0, il mezzo blindato con cui un gruppo di secessionisti lombardo-veneti voleva occupare nel 2014 piazza San Marco a Venezia, in una riedizione del primo assalto del 9 maggio 1997 ad opera dei Serenissimi. Sabato mattina a Rovigo, in un tribunale oggetto di straordinarie misure di sicurezza, si è tenuta l’udienza preliminare a carico dei 46 secessionisti arrestati quattro anni ...

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CASALE DI SCODOSIA. Da 46 a 31. Scendono di un terzo gli imputati rinviati a giudizio per la costruzione del Tanko 2.0, il mezzo blindato con cui un gruppo di secessionisti lombardo-veneti voleva occupare nel 2014 piazza San Marco a Venezia, in una riedizione del primo assalto del 9 maggio 1997 ad opera dei Serenissimi. Sabato mattina a Rovigo, in un tribunale oggetto di straordinarie misure di sicurezza, si è tenuta l’udienza preliminare a carico dei 46 secessionisti arrestati quattro anni fa. Membri a vario titolo della cosiddetta “Alleanza” che avrebbe perseguito l’indipendenza di Veneto e Lombardia. Il processo agli indipendentisti era cominciato in Tribunale a Brescia, ma nell’ottobre scorso è “emigrato” a Rovigo visto che il Tanko 2.0 venne costruito e custodito a Casale di Scodosia, territorio di cui è competente il tribunale polesano. Le richieste di rinvio a giudizio formulate dal pm della Procura di Rovigo sono state 31. Quindici, dunque, i nomi per cui è stato avanzato il non luogo a procedere. L’udienza, dopo la requisitoria dei pubblici ministeri e gli interventi dei difensori di alcuni imputati, è stata aggiornata al 14 luglio dal gup Alessandra Martinelli. E’ stata respinta, invece, la richiesta di rinnovazione della perizia sul Tanko 2.0, che nel 2016 era stato definito «un’arma non da guerra, o tipo guerra». Tra i 31 rinviati a giudizio ci sono anche numerosi padovani, tra cui Flavio Contin, ex artigiano di 75 anni, già protagonista dell’occupazione del campanile di San Marco nel 1997 e il gemello Severino Contin, residente a Urbana; Luigi Faccia, 63 anni di Conselve, anche lui parte del commando del ’97; il quarantottenne Riccardo Lovato di Padova; Stefano Morello di Casale Scodosia; Pietro Pastò di Casalserugo. È stato invece chiesto il proscioglimento, per i padovani Valeria Irene Contin di Casale di Scodosia e Pierfranco Zanardo di Torreglia. Tra le richieste di rinvio a giudizio compaiono altri nomi del panorama indipendentista veneto e nazionale, dall’ex leader dei “forconi” Lucio Chiavegato all’ex sottosegretario agli Esteri nel primo Governo Berlusconi, Franco Rocchetta, veneziano, 71 anni, fondatore della Liga Veneta, oggi residente nel Trevigiano. Sin dalla prima mattina un folto gruppo di venetisti – una sessantina – ha voluto manifestare solidarietà ai 46 imputati. Per questo il centro di Rovigo, nella zona vicina al tribunale, è stato “blindato”, con strade chiuse, divieti di sosta e modifiche alla viabilità. Imponente il dispositivo di sicurezza delle forze dell’ordine. Chiare le convinzioni dei venetisti: né il tribunale di Rovigo, né alcun altro tribunale italiano, è deputato a giudicarli. L’unica autorità da loro riconosciuta è la Corte internazionale dell’Aia.

Nicola Cesaro