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Smantellata banda di predoni albanesi

Specializzati in furti in appartamento, avevano colpito nell'Alta padovana e anche fuori provincia e regione. Quattro fermati

PADOVA. I carabinieri di Cittadella hanno smantellato una banda di predoni albanesi specializzata nei furti in appartamento, commessi anche in presenza delle vittime. Nelle ultime settimane avevano colpito 6 volte, nelle province di Venezia, Vicenza, Forlì e Rimini.

Presa la banda dei predoni albanesi

Il pm Benedetto Roberti ha disposto il fermo di 5 persone: Bajram Kabili, Can Hasani, Alfred Vathaj, Manj ...

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PADOVA. I carabinieri di Cittadella hanno smantellato una banda di predoni albanesi specializzata nei furti in appartamento, commessi anche in presenza delle vittime. Nelle ultime settimane avevano colpito 6 volte, nelle province di Venezia, Vicenza, Forlì e Rimini.

Presa la banda dei predoni albanesi

Il pm Benedetto Roberti ha disposto il fermo di 5 persone: Bajram Kabili, Can Hasani, Alfred Vathaj, Manjola Prela e un quinto che è riuscito a fuggire ed è tuttora ricercato. I primi tre sono stati presi a Cittadella, la quarta a Cesenatico.

Le indagini sono scattate monitorando alcuni cittadini albanesi gravitanti nell’Alta Padovana che avevano dato ospitalità e sostegno logistico al “piccolo esercito” di ladri–acrobati, tratti in arresto nell’inverno del 2017 dai Carabinieri della Compagnia di Cittadella.

Le indagini, avviate alla fine del mese di febbraio, hanno permesso di accertare che i basisti locali, Kabili Bajram e Hasani Can, dimoranti rispettivamente nel Cittadellese e nel Bassanese,  assoldavano nuove “leve”, provenienti dalla stessa area geografica delle due batterie di predoni tratti in arresto lo scorso inverno, fatte giungere in Italia appositamente come manovalanza e impiegarle per perpetrare furti nelle abitazioni dell’Alta padovana che, visto l’arrivo della bella stagione e le ormai prossime partenze per le varie località turistiche, sarebbero state lasciate incustodite.

Le stesse bande criminali, poi, si sarebbero spostate nelle varie località di villeggiatura del Veneto e dell’Emilia Romagna per continuare le loro razzie. 

La banda effettuava nelle mattinata delle ricognizioni delle aree abitate individuate dai basisti. Trascorrevano poi gran parte della giornata presso stabilimenti balneari gestiti da connazionali compiacenti, mescolandosi tra i turisti, dove pianificavano gli interventi sugli obiettivi, attendendo l’imbrunire. Colpivano indistintamente condomini e case isolate forzando le finestre, più facili da scassinare rispetto alle porte blindate. Utilizzavano diversi mezzi di trasporto, forniti loro sempre da altri connazionali, e mezzi di comunicazione difficilmente individuabili e intercettabili. Tutti i sodali erano soggetti ben addestrati, spregiudicati nel compiere le loro azioni, pronti a mettere in atto qualsiasi azione diversiva per assicurarsi la fuga qualora scoperti dai proprietari, non disdegnando di colpire anche abitazioni occupate da anziani e disabili.

Hasani Can, considerato la mente del gruppo, organizzatore di furti, catalizzatore di tutti i connazionali più giovani, gestiva il bottino e provvedeva poi a fare la spartizione dei proventi, non solo “cash” ma anche utilizzando canali internazionali di trasferimento di danaro (quali western union, money transfert etc), secondo percentuali diverse attribuendo a lui la “fetta maggiore”. I versamenti venivano effettuati tramite prestanomi al fine di evitare la tracciabilità dei movimenti.

Sono stati trovati arnesi atti allo scasso, monili in oro, telefoni cellulari, orologi varie marche, denaro contante e valuta estera, la cui provenienza è in corso di accertamento, ma verosimilmente riconducibili ai reati per cui si procede.

I quattro fermati ora sono sono stati  portati nelle carceri di Padova e Forlì.