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Sì alla fusione: nasce Riva d’Adige

I due consigli comunali di Masi e Castelbaldo chiedono alla Regione Veneto d’indire il referendum

MASI. Dopo il “sì” dei cittadini è arrivato anche quello dei consigli comunali. Le due assemblee comunali di Masi e Castelbaldo hanno approvato il progetto di fusione per dar vita ad un Comune unico, che con grande probabilità si chiamerà Riva d’Adige. Ora la palla passa alla Regione Veneto, che potrebbe indire il referendum consultivo già entro fine d’anno.

Riva d’Adige. Masi e Castelbaldo, geograficamente parlando, sono gli ultimi due Comuni padovani prima del Polesine. Insieme vantano po ...

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MASI. Dopo il “sì” dei cittadini è arrivato anche quello dei consigli comunali. Le due assemblee comunali di Masi e Castelbaldo hanno approvato il progetto di fusione per dar vita ad un Comune unico, che con grande probabilità si chiamerà Riva d’Adige. Ora la palla passa alla Regione Veneto, che potrebbe indire il referendum consultivo già entro fine d’anno.

Riva d’Adige. Masi e Castelbaldo, geograficamente parlando, sono gli ultimi due Comuni padovani prima del Polesine. Insieme vantano poco meno di 3. 400 abitanti. Da tempo le due amministrazioni hanno avviato un percorso per poter fondere le due municipalità. È già stato elaborato uno studio di fattibilità e i cittadini si sono già espressi attraverso un sondaggio esplorativo. Alla domanda «Sei favorevole alla fusione tra Castelbaldo e Masi? » hanno risposto 891 famiglie (poco meno della metà) e l’80, 6% ha promosso l’idea di fusione. A Castelbaldo l’appoggio alla fusione ha ottenuto una percentuale molto alta (su 473 schede solamente in 39 hanno bocciato la proposta, ossia l’8, 2%), mentre a Masi è stata più dura strappare la maggioranza: tolte le 5 schede bianche, su 418 questionari i cittadini ne hanno consegnati 124 con vergato un “no”. L’assenso, dunque, si è fermato al 69,2%. Due i nomi in lizza per il nuovo Comune: Riva d’Adige pare essere quello più condiviso rispetto a CastelbaldoMasi.

In consiglio. Martedì sera a Masi e ieri sera a Castelbaldo i due consigli comunali hanno approvato il progetto di fusione, passaggio istituzionale molto forte che in concreto chiede alla Regione Veneto di avviare un disegno di legge per far nascere il nuovo Comune. Entro il 30 giugno (giusto il tempo per accogliere eventuali osservazioni) le due municipalità invieranno la documentazione necessaria a Venezia e a settembre la Prima commissione regionale avvierà le consultazioni. Se tutto filerà liscio, a dicembre potrebbe essere indetto il referendum ed entro febbraio – nel caso prevalgano i “sì” – Masi e Castelbaldo potrebbero far spazio a Riva d’Adige. Il voto per il governo paesano si dovrebbe invece tenere a primavera, tenendo conto che Masi rinnoverebbe comunque le cariche rappresentative nel 2019, mentre Castelbaldo dovrebbe attendere – senza fusione – il 2020.

I sindaci. «Castelbaldo e Masi sono complementari come territori e già condividono tantissimi servizi e personale comunale», ricorda il sindaco di Masi, Cosimo Galassini, «quindi la fusione sarebbe lo sbocco naturale, che permetterebbe anche di avere consistenti contributi per diminuire le tasse, aumentare i servizi e fare importante manutenzione al patrimonio». Aggiunge Riccardo Bernardinello, collega di Castelbaldo: «Noi stiamo dando un indirizzo e ovviamente saranno i cittadini a valutare questa opportunità. Vogliamo essere trasparenti e realistici: fondersi vuol dire perdere alcune cose e guadagnarne altre. Siamo in ogni caso sicuri che questa sia la strada migliore che il nostro ente possa percorrere in vista del futuro».

Nicola Cesaro

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